Ja'far ibn Muhammad (al-Sadiq): sesto imam sciita e giurista
Ja'far ibn Muhammad (al‑Sadiq): vita, insegnamenti e ruolo come sesto imam sciita, giurista e narratore di hadith; eredità teologica e la nascita delle correnti Ismailita e Jafari.
Jafar ibn Muhammad (arabo: جعفر بن محمد) (702-765), noto anche come As-Sadiq (Il Veritiero) fu il sesto imam sciita. Era il nipote di Zayn al-Abidin e il discendente di Ali ibn Abi Talib da parte di suo padre e di Abu Bakr da parte di sua madre. È molto rispettato sia tra i sunniti che tra gli sciiti. Era una persona spirituale, un narratore di hadith e un giurista.
Dopo la morte di Jafar ibn Muhammad, si verificò una divisione tra gli sciiti sulla questione del prossimo Imam. Alcuni dissero che il suo figlio maggiore, Ismail ibn Jaffar (che era morto prima di suo padre) doveva essere il prossimo imam, mentre la maggioranza degli sciiti disse che il suo terzo figlio Musa al Qazim doveva essere il prossimo imam. Il primo gruppo divenne noto come gli Ismailiti e il secondo, più numeroso, fu chiamato Jafari o i Twelver.
Jafar as‑Sadiq nacque e visse prevalentemente a Medina, centro di studi religiosi e culturali. La sua vita coprì il periodo di transizione tra la fine del califfato omayyade e lʼaffermarsi degli Abbasidi: in questo contesto scelse in gran parte di mantenere una posizione religiosa e intellettuale, evitando l'impiego diretto nella politica attiva pur rimanendo una figura rispettata e attenzionata dalle autorità. La sua reputazione di integrità gli valse il soprannome di As‑Sadiq.
È considerato il fondatore della corrente giuridica conosciuta come scuola jaʿfarita (madhhab jaʿfari) nella tradizione sciita duodecimana: una scuola che fa forte affidamento sulla trasmissione degli hadith dall'Ahl al‑Bayt, ma che riconosce anche un ruolo importante alla ragione ('aql) e all'ijtihad nell'interpretazione normativa. Molte regole pratiche e approcci metodologici sviluppati da lui e dai suoi seguaci hanno poi influenzato in modo duraturo la giurisprudenza sciita, così come parti della trasmissione di hadith sono entrate nelle raccolte sunnite.
La cerchia di discepoli e studiosi che frequentavano le sue lezioni era molto ampia e variegata: numerose tradizioni antico‑islamiche lo collegano a figure rilevanti dell'epoca, tra le quali vengono spesso citati studiosi di diritto, narratori di hadith, filosofi e persino alchimisti. Alcuni importanti giuristi sunniti sono riportati nelle fonti come suoi interlocutori o studiosi che trassero beneficio dagli insegnamenti alla sua scuola; tali attestazioni sono talvolta dibattute dagli storici, ma testimoniano l'ampia influenza intellettuale di Jafar.
Come narratore di hadith, Jafar as‑Sadiq è fonte primaria per molte tradizioni, specialmente nell'area sciita. Le sue massime toccano temi teologici, etici e pratici: dalla definizione dell'Imamate alla disciplina del comportamento religioso quotidiano. Pur non avendo lasciato opere scritte direttamente attribuibili in modo certo, i suoi insegnamenti sono stati raccolti e trasmessi dai discepoli e fanno parte del nucleo delle successive compilazioni sciite.
Alla sua morte, avvenuta nel 765 a Medina, la questione della successione imamica provocò la divisione già ricordata: il gruppo ismailita riconobbe la linea successoria tramite il suo figlio Ismail (o i discendenti di questi), mentre la maggioranza seguì la linea che conduce a Musa al Qazim, dando origine alla corrente duodecimana (i Twelver), la cui giurisprudenza viene spesso chiamata anche jafarita in riferimento all'influenza di Jafar as‑Sadiq. Le divergenze successive tra questi rami daranno luogo a sviluppi storici e politici distinti (ad esempio l'emergere di dinastie e movimenti ismailiti in epoche successive).
La figura di Jafar ibn Muhammad è ricordata non solo come guida religiosa ma anche come maestro che promosse una cultura di studio e di dialogo intellettuale. La sua eredità riguarda la formazione di norme giuridiche, la diffusione di hadith e una tradizione spirituale e teologica che ha modellato in modo significativo lo sciismo imamita. Ancora oggi è venerato da milioni di fedeli e studiato dagli storici del pensiero islamico per il suo ruolo cruciale nella storia della teologia e della giurisprudenza islamica.
Domande e risposte
D: Chi era Jafar ibn Muhammad?
R: Jafar ibn Muhammad, noto anche come As-Sadiq, fu il sesto Imam sciita, una persona spirituale, un narratore di hadith e un giurista.
D: Qual era il lignaggio di Jafar ibn Muhammad?
R: Jafar ibn Muhammad era il nipote di Zayn al-Abidin e discendente di Ali ibn Abi Talib da parte di padre e di Abu Bakr da parte di madre.
D: Come viene percepito Jafar ibn Muhammad tra i musulmani?
R: Jafar ibn Muhammad è molto rispettato sia dai sunniti che dagli sciiti.
D: Chi doveva essere il prossimo Imam secondo gli Ismailiti?
R: Gli Ismailiti credevano che il figlio maggiore di Jafar ibn Muhammad, Ismail ibn Jaffar (che era morto prima del padre), dovesse essere il prossimo Imam.
D: Chi doveva essere il prossimo Imam secondo i Jafari o i Twelver?
R: La maggioranza degli sciiti credeva che il terzo figlio di Jafar ibn Muhammad, Musa al Qazim, dovesse essere il prossimo imam.
D: Cosa ha causato divisioni tra gli sciiti dopo la morte di Jafar ibn Muhammad?
R: La questione del prossimo Imam causò divisioni tra gli sciiti dopo la morte di Jafar ibn Muhammad.
D: Quali furono i due gruppi che si formarono dopo la morte di Jafar ibn Muhammad?
R: Il primo gruppo, gli Ismailiti, credeva che Ismail ibn Jaffar dovesse essere il prossimo imam, mentre il gruppo più grande, i Jafari o i Twelver, credeva che Musa al Qazim dovesse essere il prossimo imam.
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