Kim Isabel Fredrika Wall (23 marzo 1987 - 10 agosto 2017) è stata una giornalista svedese. Ha lavorato soprattutto come freelance all'estero e ha trattato temi come ambiente, tecnologia, diritti umani e geopolitica. È stata uccisa mentre stava effettuando un servizio su Peter Madsen e il suo sottomarino UC3 Nautilus nella baia di Køge Bugt, in Danimarca. Al momento della sua morte viveva a Gislöv, nella municipalità di Trelleborg.
Formazione
Dopo il liceo si è iscritta all'Università di Lund in Svezia. Nel 2011 si è laureata in Relazioni Internazionali alla London School of Economics and Political Science (LSE) e, durante gli studi, ha trascorso un periodo formativo presso l'Università di Pechino. Successivamente ha proseguito gli studi negli Stati Uniti, conseguendo un diploma in affari internazionali alla Columbia University di New York, dove ha seguito anche corsi di giornalismo.
Carriera giornalistica
Kim Wall ha lavorato come giornalista freelance per numerose testate internazionali: i suoi articoli sono apparsi su The Guardian, New York Times, Harper's Magazine, Vice e Slate, tra gli altri. I suoi reportage affrontavano spesso questioni complesse con un approccio narrativo e investigativo; in particolare è ricordata per il progetto "Exodus", un reportage sulle conseguenze dei test nucleari e sui cambiamenti climatici nelle Isole Marshall, per il quale ha ricevuto nel 2016 il premio Hansel Mieth per il miglior reportage digitale.
Scomparsa, indagine e ritrovamento dei resti
Il 10 agosto 2017 Kim Wall salì a bordo del sottomarino UC3 Nautilus per realizzare un'intervista a Peter Madsen. Non facendo più ritorno, la sua scomparsa scatenò una vasta operazione di ricerca e suscitò forte attenzione internazionale. Le autorità danesi avviarono indagini approfondite: nei giorni successivi furono rinvenuti frammenti del suo corpo in mare e sul litorale, e gli accertamenti medico-legali indicarono che la giornalista era stata uccisa a bordo del sottomarino e che il corpo era stato mutilato.
Processo e condanna
Le indagini portarono all'arresto e all'imputazione di Peter Madsen per omicidio. Nel corso del processo furono esaminate dichiarazioni contraddittorie, elementi di prova raccolti sulla nave e i risultati delle autopsie. Nell'aprile 2018 Madsen è stato giudicato colpevole di omicidio, violenza sessuale e vilipendio di cadavere e condannato alla pena detentiva a vita.
Eredità e reazioni
La morte di Kim Wall suscitò grande commozione e indignazione a livello internazionale, oltre a rilanciare il dibattito sulla sicurezza dei giornalisti e sulle procedure di contrasto alla violenza nei confronti degli operatori dell'informazione. In suo ricordo sono nate iniziative di solidarietà, premi e borse di studio dedicate al giornalismo investigativo e alla sicurezza dei reporter che lavorano all'estero. Kim Wall è ricordata per la sua curiosità, il rigore professionale e l'impegno nel raccontare storie complesse spesso trascurate dai media tradizionali.