Una classe aperta di parole è una parte del discorso che può facilmente accogliere nuove voci lessicali: nuovi nomi, verbi, aggettivi e avverbi possono essere creati per rispondere a esigenze comunicative, tecnologiche o culturali. Una classe chiusa, invece, comprende parole che svolgono principalmente funzioni grammaticali e non si arricchiscono facilmente di forme nuove: pronomi, articoli, preposizioni, congiunzioni e simili rimangono in genere stabili nel tempo.
Perché ci sono classi aperte e classi chiuse?
La distinzione riflette la differenza tra parole di contenuto (che portano significato lessicale) e parole funzionali (che servono a collegare e organizzare gli elementi della frase). Le classi aperte sono produttive: nuove parole si formano mediante derivazione, composizione, prestito da altre lingue o conversione di categorie (ad es. il nome "Google" → il verbo "googlare"). Le classi chiuse hanno invece ruoli sintattici fissi: non è necessario creare nuovi pronomi o nuove preposizioni ogni volta che si inventa un oggetto o un concetto.
Esempi
- Classi aperte: nomi (sostantivi), verbi, aggettivi, avverbi. Esempi recenti in italiano: selfie (sostantivo preso in prestito), twittare (verbo da "Twitter"), low-cost (aggettivo/locuzione).
- Classi chiuse: pronomi, articoli e determinanti, preposizioni, congiunzioni, alcuni avverbi pronominali e le particelle grammaticali. Queste classi tendono ad avere una lista ristretta e stabile di forme.
Ad esempio, poiché i pronomi sono una classe chiusa, in inglese esiste un numero relativamente limitato di pronomi comuni: I, me, my, mine, myself, you, you, your, yours, yourself, he, him, his, his, himself, she, her, her, hers, herself, it, it, its, its, itself, we, us, our, ours, ourselves, they, them, their, theirs, themselves. Poiché i pronomi sono usati per sostituire intere frasi sostantive, non c'è bisogno di avere moltissimi tipi diversi di pronomi: servono a evitare ripetizioni e a indicare persone, cose o entità dal punto di vista grammaticale.
Eccezioni e cambiamenti
Le classi chiuse non sono completamente impermeabili: alcune innovazioni sociali o tecnologiche possono portare all'introduzione di nuove forme funzionali (ad es. nuovi pronomi personali proposti per l'inclusività di genere). Inoltre, la fronteira tra classi aperte e chiuse può essere sfumata: alcuni elementi (come gli avverbi) possono comportarsi in modo intermedio, perché molti avverbi si formano a partire dagli aggettivi. Anche la grammaticalizzazione — il processo per cui una parola di contenuto diventa una parola funzionale (per esempio un verbo che si trasformi in ausiliare o in particella)— mostra come le categorie possano evolvere nel tempo.
Perché è utile sapere la differenza?
Conoscere quali classi sono aperte o chiuse aiuta nello studio della morfologia, della sintassi e del lessico: spiega perché certe parole si inventano facilmente (nomi legati a tecnologie o mode) mentre altre rimangono stabili, e aiuta anche chi apprende una lingua a capire quali parti del vocabolario è più importante ampliare per comunicare efficacemente.