Il volo 129 di Air China era un volo di linea internazionale da Pechino a Pusan. Il 15 aprile 2002, il Boeing 767-2J6ER che operava la rotta si schiantò contro una collina mentre tentava di atterrare all'aeroporto internazionale di Busan-Gimhae. Delle 166 persone a bordo, 129 persero la vita e 37 rimasero ferite o sopravvissero. Le indagini ufficiali conclusero che l'errore del pilota fu la causa principale dello schianto.
Questa è stata la prima volta che un incidente di Air China ha ucciso delle persone. È stato anche uno dei peggiori incidenti aerei nella storia della Corea del Sud.
Il volo e le condizioni al momento dell'incidente
Il volo era partito dall'aeroporto di Pechino con destinazione Busan (Pusan). Durante l'avvicinamento a Busan si registrarono condizioni meteorologiche avverse, con pioggia intensa e visibilità notevolmente ridotta. L'aeromobile si trovava in fase di discesa per l'atterraggio quando impattò il terreno in prossimità delle alture vicino allo scalo, a breve distanza dalla pista.
Sequenza dell'incidente
- Durante l'avvicinamento l'equipaggio continuò la discesa nonostante le condizioni meteorologiche e senza eseguire una mancata attesa (go-around) quando richiesto dalle procedure operative.
- Il contatto con il suolo avvenne prima della soglia della pista; l'impatto provocò la distruzione dell'aeromobile e un incendio che complicò le operazioni di soccorso.
- I servizi di emergenza e i soccorritori raggiunsero il luogo dell'incidente, ma le condizioni atmosferiche e il fuoco ostacolarono le operazioni iniziali di salvataggio.
Vittime e soccorsi
Delle 166 persone a bordo, 129 persero la vita. Molti dei sopravvissuti furono trasportati in ospedale a Busan per le cure. Le operazioni di soccorso coinvolsero autorità locali, ambulanze e personale aeroportuale; il recupero dei corpi e il trattamento dei feriti richiesero diversi giorni a causa del disagio creato dal maltempo e dall'instabilità del relitto.
Indagine e cause
L'indagine ufficiale, condotta dalle autorità aeronautiche sudcoreane con la collaborazione di esperti internazionali, classificò l'incidente come un caso di Controlled Flight Into Terrain (CFIT) e identificò l'errore umano come causa principale. Tra i fattori che contribuirono all'incidente furono citati:
- decisioni operative dell'equipaggio non conformi alle procedure di sicurezza;
- mancata esecuzione di una mancata attesa (go-around) nonostante le condizioni sfavorevoli;
- carenze nel cockpit resource management (CRM) e nella comunicazione tra i membri dell'equipaggio;
- condizioni meteorologiche avverse con visibilità ridotta.
Sulla base delle conclusioni, furono raccomandate modifiche alle procedure operative, miglioramenti nella formazione degli equipaggi (in particolare il CRM) e revisioni delle procedure di approccio in condizioni di scarsa visibilità.
Conseguenze e impatto
L'incidente suscitò attenzione internazionale e portò a una revisione delle pratiche operative e formative in Air China e, in misura più ampia, a raccomandazioni per aumentare la sicurezza negli approcci agli aeroporti soggetti a condizioni meteorologiche difficili. Furono offerte compensazioni alle famiglie delle vittime e furono rafforzati i programmi di addestramento per prevenire il ripetersi di errori analoghi.
Contesto storico
Questo disastro rimane uno degli incidenti aerei più gravi collegati a un vettore cinese e tra i più gravi verificatisi nella Corea del Sud. Ha contribuito a intensificare l'attenzione sulla sicurezza del trasporto aereo nella regione e sulle procedure di gestione delle emergenze in condizioni meteorologiche estreme.
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