Gary Gilmore: primo giustiziato negli USA dopo la moratoria (1940–1977)
Gary Gilmore: storia del primo giustiziato negli USA dopo la moratoria (1977). Il controverso caso, la richiesta di esecuzione e la sua conversione cattolica.
Gary Mark Gilmore (4 dicembre 1940 - 17 gennaio 1977) è stato un criminale americano che ha guadagnato l'attenzione internazionale per aver chiesto l'esecuzione della sua condanna a morte per due omicidi commessi nello Utah. A causa di una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti, Gilmore fu la prima persona giustiziata negli Stati Uniti dopo un periodo di dieci anni durante il quale non furono effettuate esecuzioni nel paese. Gilmore è anche l'ultima persona negli Stati Uniti ad aver chiesto di essere giustiziata per fucilazione e ad aver ottenuto la sua richiesta (cioè la combinazione delle due cose; altre persone hanno chiesto di essere giustiziate per fucilazione negli Stati Uniti da allora).
Immediatamente prima della sua esecuzione, Gilmore osservò gli ultimi riti con un prete cattolico; si era convertito alla Chiesa cattolica.
Vita e contesto personale
Gilmore nacque nel 1940 e trascorse gran parte della vita adulta con una lunga storia di problemi legali: furti, rapine e reati violenti che gli valsero più condanne e soggiorni in carcere. Molti biografi e cronisti hanno evidenziato come la sua infanzia difficile, l'abuso di sostanze e la vita ai margini della società avessero contribuito alla sua carriera criminale. Prima dei delitti che gli valsero la condanna a morte, Gilmore aveva già affrontato numerosi procedimenti penali e periodi di detenzione.
I delitti, il processo e la rinuncia agli appelli
Nel 1976 Gilmore commise due omicidi nello Utah: per questi reati fu arrestato, processato e condannato a morte. Il caso attirò grande attenzione per la decisione dell'imputato di rinunciare sistematicamente agli appelli: Gilmore dichiarò più volte di voler essere giustiziato, rifiutando ogni tentativo di ritardare l'esecuzione. Le corti statali e federali verificarono la sua capacità di compiere tale scelta, attraverso valutazioni sulla sua competenza mentale; nonostante le contestazioni, i giudici conclusero che era in grado di rinunciare volontariamente ai ricorsi.
La moratoria sulle esecuzioni e il significato legale
Negli anni Settanta la pena di morte negli Stati Uniti era al centro di un acceso dibattito costituzionale. Nel 1972 la moratoria sulle esecuzioni era stata determinata dalla sentenza Furman v. Georgia, che portò a una sospensione pratica delle esecuzioni in molti stati. Successivamente, nel 1976, la Corte Suprema, con la decisione nota come Gregg v. Georgia, confermò la possibilità per gli stati di reintrodurre la pena capitale adottando procedure conformi alla Costituzione. È in questo quadro giuridico che si colloca l'esecuzione di Gilmore: la sua esecuzione segnò la ripresa delle condanne a morte eseguite dopo la lunga interruzione.
Modalità dell'esecuzione e ultime ore
Gilmore fu giustiziato nello Stato dello Utah mediante fucilazione, la pena alla quale aveva esplicitamente manifestato di voler essere sottoposto. Prima dell'esecuzione si convertì al cattolicesimo e ricevette gli ultimi sacramenti da un sacerdote. La sua determinazione a non ricorrere ulteriormente, unita al clamore mediatico attorno alla vicenda, fecero dell'evento un caso simbolico che fece discutere opinione pubblica, avvocati e politici.
Impatto culturale e memoria
- Letteratura e cinema: Il caso di Gilmore ispirò lo scrittore Norman Mailer, che nel 1979-1980 pubblicò The Executioner's Song, romanzo giornalistico basato sugli eventi; l'opera vinse riconoscimenti importanti e fu poi adattata in un film televisivo (con Tommy Lee Jones nel ruolo di Gilmore).
- Dibattito sulla pena di morte: Il caso sollevò questioni etiche e legali sulla volontà dell'imputato di rinunciare agli appelli, sul ruolo dei media nel raccontare i processi capitali e sulle condizioni che portano individui alla commissione di reati violenti.
- Precisione storica: Per molti storici del diritto e commentatori, l'esecuzione di Gilmore rappresenta un punto di svolta nell'era post-Furman della pena capitale negli Stati Uniti.
Eredità e riflessioni finali
Il caso di Gary Gilmore rimane oggetto di studio per chi si occupa di diritto penale, etica e storia sociale: mette in luce la complessità delle decisioni individuali in contesti di marginalità, il ruolo delle istituzioni giudiziarie nel bilanciare diritti e doveri, e l'impatto mediatico su casi di alto profilo. Pur essendo passato più di mezzo secolo, la vicenda continua a essere citata nelle discussioni sulla pena di morte e sui limiti del sistema giudiziario.
Domande e risposte
D: Chi era Gary Mark Gilmore?
R: Gary Mark Gilmore era un criminale americano diventato famoso per aver chiesto che venisse eseguita la sua condanna a morte per due omicidi commessi nello Utah.
D: Perché Gilmore ha ottenuto l'attenzione internazionale?
R: Gilmore ha guadagnato l'attenzione internazionale per la sua richiesta di eseguire la sua condanna a morte per due omicidi commessi nello Utah.
D: Perché Gilmore fu la prima persona ad essere giustiziata in dieci anni negli Stati Uniti?
R: Gilmore fu la prima persona ad essere giustiziata in dieci anni negli Stati Uniti, a causa di una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti.
D: Qual è stato il metodo di esecuzione di Gilmore?
R: Il metodo di esecuzione di Gilmore fu il plotone di esecuzione.
D: Gilmore è stata l'ultima persona a chiedere di essere giustiziata da un plotone di esecuzione negli Stati Uniti?
R: No, Gilmore non è l'ultima persona che ha chiesto di essere giustiziata con un plotone di esecuzione negli Stati Uniti, ma è l'ultima persona che ha visto accolta la sua richiesta.
D: Che cosa ha fatto Gilmore prima della sua esecuzione?
R: Prima della sua esecuzione, Gilmore ha osservato gli ultimi riti con un sacerdote cattolico, poiché si era convertito alla Chiesa cattolica.
D: A quale religione si è convertito Gilmore prima dell'esecuzione?
R: Prima dell'esecuzione, Gilmore si convertì alla Chiesa cattolica.
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