Gluoni è il nome dato alle particelle responsabili della forza che tiene insieme i quark all'interno di protoni, neutroni e altre particelle composte. I gluoni trasportano la forza forte (nota anche come interazione forte) tra i quark: per questo sono considerati i bosoni di scambio di quella forza. Similmente a come i fotoni mediano la forza elettromagnetica, i gluoni sono particelle di spin-1 e, quindi, appartengono alla famiglia dei bosoni. Tuttavia, rispetto ai fotoni presentano caratteristiche fondamentali diverse che rendono la cromodinamica quantistica (QCD), la teoria che li descrive, molto più complessa.
Proprietà fondamentali
- Carica di colore: a differenza del fotone, il gluone porta una forma di carica chiamata "colore" (e "anticolore"). I gluoni non sono neutri e possono interagire direttamente tra loro.
- Numero di tipi: la teoria della QCD, basata sul gruppo di simmetria SU(3), prevede 8 gluoni indipendenti (gli 8 generatori del gruppo).
- Spin e natura quantistica: sono bosoni con spin-1, senza massa di riposo nella formulazione perturbativa della QCD.
- Auto-interazione: poiché portano carica di colore, i gluoni si attraggono e si respingono a vicenda; questa auto-interazione è alla base del comportamento non lineare della forza forte.
- Confinamento: i gluoni (e i quark) non si osservano liberi nella natura a basse energie: la forza cresce all'aumentare della distanza e impedisce la separazione in singole particelle isolate.
- Asintoticità libera: a energie molto elevate (distanze molto piccole) l'interazione diventa debole e quark e gluoni si comportano quasi come particelle libere; questo fenomeno è chiamato "asymptotic freedom".
Ruolo nella forza forte e nella struttura della materia
I gluoni sono il collante microscopico che mantiene legati i quark dentro ad adroni (protoni, neutroni, mesoni). L'interazione forte ha due aspetti utili da distinguere:
- Interazione fondamentale: scambi diretti di gluoni tra quark dentro gli adroni, descritta dalla QCD.
- Forza residua tra adroni: a scale più grandi la QCD dà luogo a una forza residua tra protoni e neutroni (la cosiddetta forza nucleare), mediata effettivamente da mesoni come i pioni, che è ciò che tiene insieme i nuclei atomici.
La capacità dei gluoni di auto-interagire è cruciale: impedisce l'esistenza di quark e gluoni liberi e porta alla formazione di strutture complesse come gli adroni. La teoria prevede inoltre l'esistenza di stati legati composti solo da gluoni, detti "glueball", ancora difficili da identificare sperimentalmente.
Scoperta ed evidenze sperimentali
La comprensione dei gluoni è emersa progressivamente con lo sviluppo del modello a partoni e della QCD nei primi anni '70. L'evidenza sperimentale è arrivata attraverso diversi tipi di misure:
- Scattering profondamente inelastico: esperimenti negli anni '60 e '70 (ad es. al SLAC) hanno mostrato che all'interno del protone esistono costituenti puntiformi (i partoni, identificabili con quark e gluoni).
- Eventi a getto: collisioni di elettroni e positroni agli acceleratori (in particolare gli esperimenti al PETRA e successivamente al LEP e al LHC) hanno osservato eventi a tre getti che sono interpretati come emissione di un gluone da un quark o antiquark — una prova diretta del gluone come particella di campo.
- Misure della costante di accoppiamento: lo "scorrimento" della costante di accoppiamento forte αs con l'energia (running) e la conferma dell'asymptotic freedom hanno fornito ulteriori sostegni teorico-sperimentali; per questa scoperta i fisici Gross, Politzer e Wilczek ottennero il Premio Nobel nel 2004.
- Collisori moderni: i collisori di particelle e, in particolare, il Large Hadron Collider del CERN permettono oggi di studiare interazioni che coinvolgono quark e gluoni a energie estremamente elevate, ricavando informazioni sulla QCD e cercando stati esotici come i glueball.
Difficoltà nello studio e metodi moderni
I gluoni sono difficili da osservare direttamente perché non esistono liberi a basse energie: per separare un gluone o un quark occorrono energie enormi (la corrispondente temperatura è dell'ordine di miliardi o trilioni di gradi), e quando si prova a fare ciò la materia "frammenta" in nuovi adroni. Per questo gli scienziati studiano i gluoni attraverso segnali indiretti: getti di particelle, distribuzioni di energia, decadimenti e produzione di adroni.
Per comprendere il regime non perturbativo della QCD e prevedere proprietà di stati legati si usano oggi metodi numerici avanzati come la lattice QCD, simulazioni su supercomputer che discretizzano lo spazio-tempo e consentono di calcolare masse e proprietà di adroni e glueball.
Conclusioni
I gluoni sono elementi fondamentali della struttura della materia: bosoni vettori senza massa di riposo nella teoria perturbativa, portatori di una carica (colore) che li rende capaci di auto-interazione, responsabili del confinamento dei quark e della complessa dinamica della forza forte. Grazie a una combinazione di sviluppo teorico, evidenze sperimentali ai collisori e calcoli numerici su lattice, la nostra comprensione dei gluoni è oggi molto avanzata, anche se permangono questioni aperte come l'identificazione definitiva dei glueball e la natura completa del confinamento.
I gluoni, pur essendo esistiti fin dall'inizio dell'universo, rimangono quindi oggetto di studio intensivo: la loro indagine richiede energie altissime e strumenti sperimentali avanzati come quelli dei moderni collisori di particelle.

