Pachacuti Inca Yupanqui: il Sapa Inca che trasformò l'Impero Inca e Machu Picchu

Pachacuti Inca Yupanqui: il Sapa Inca che trasformò Cuzco nell'Impero Inca, riorganizzò Tawantinsuyu e lasciò l'eredità monumentale di Machu Picchu.

Autore: Leandro Alegsa

Pachacuti Inca Yupanqui (o Pachacutec; Quechua: Pachakutiq, il cui nome significa "Colui che rifà il mondo") fu il nono Sapa Inca del Regno di Cuzco e il sovrano che trasformò quel piccolo stato in un vero e proprio impero, il Tawantinsuyu (spesso scritto anche Tahuantinsuyu). Il suo regno è comunemente datato intorno al 1438–1471/1472. È considerato uno dei maggiori riformatori e conquistatori della storia andina: iniziò un'espansione che, nel giro di poche generazioni, estese il dominio inca su gran parte dell'America meridionale civilizzata dell'epoca. Pachacuti era il quarto della dinastia Hanan; la moglie è indicata nelle cronache come Mama Anawarkhi o Coya Anahurque, e il loro figlio più noto fu Tupac Inca Yupanqui.

Origini e ascesa al potere

Secondo le fonti orali e le cronache coloniali, Pachacuti emerse come leader durante la crisi provocata dall'invasione dei Chanka intorno al 1438: con una vittoria decisiva avrebbe salvato Cuzco e guadagnato prestigio sufficiente per assumere la carica di Sapa Inca. Questa versione, pur largamente accettata, combina racconti tradizionali e resoconti scritti dopo la conquista spagnola; perciò alcuni dettagli restano oggetto di dibattito tra gli storici. Comunque sia, la sua ascesa segnò l'inizio di grandi riforme militari, amministrative e architettoniche.

Riforme amministrative e organizzazione dell'impero

Pachacuti riorganizzò lo stato trasformandolo nel Tawantinsuyu, letteralmente "le quattro parti insieme". Sotto il suo sistema l'impero venne diviso in quattro province o suyu, ciascuna controllata da un'alta autorità (gli apos) responsabile verso il Sapa Inca. Per governare efficacemente territori tanto estesi introdusse o consolidò istituzioni e pratiche che permisero un'amministrazione centralizzata ma flessibile:

  • Rete di strade (il Qhapaq Ñan) e stazioni di sosta (tambo) per comunicazione, trasporto e controllo militare;
  • Sistemi di magazzini statali (qullqas) per stoccare alimenti e risorse, fondamentali per la gestione delle crisi e per il mantenimento delle guarnigioni;
  • Organizzazione della forza lavoro attraverso pratiche come la mit'a (servizio collettivo obbligatorio), usata per lavori pubblici, militari e agricoli;
  • Riforme fiscali e censimenti non scritti (basati su registri orali e nodi quipu) per assegnare obblighi e privilegi alle comunità.

Conquiste militari e ampliamento territoriale

Sotto Pachacuti l'esercito Inca divenne più organizzato e professionale. Le campagne militari proseguirono con successi in diverse direzioni: verso nord e sud, includendo parti dell'attuale Perù, Ecuador, Bolivia e aree limitrofe. Le conquiste non erano solo militari ma anche politiche: spesso gli Inca integravano le élite locali offrendo posizioni amministrative o imponendo alleanze attraverso matrimoni e trasferimenti di popolazione (mitimaes), favorendo così l'assimilazione culturale e il controllo del territorio.

Opere pubbliche e architettura

Pachacuti promosse ampi programmi edilizi e di ingegneria che resero Cuzco e altre città centri monumentali dell'Impero. Tra le opere a lui attribuite (o commissionate durante il suo regno) si ricordano la ristrutturazione e l'espansione della capitale, la costruzione di imponenti mura e templi, e lo sviluppo di terreni agricoli con terrazzamenti e sistemi di irrigazione. Siti emblematici legati alla sua attività includono Machu Picchu e la fortezza di Sacsayhuamán nei pressi di Cuzco, caratterizzati da sapiente uso della pietra lavorata con tecnica ad incastro e da soluzioni urbanistiche funzionali e simboliche.

Machu Picchu: il legame con Pachacuti

Si ritiene che Machu Picchu risalga all'epoca di Pachacuti ed è spesso interpretato come una residenza reale, un centro religioso o una combinazione di entrambi. L'insieme architettonico mostra capolavori di lavori in pietra, piazze, terrazze agricole e l'osservatorio noto come Intihuatana. Tuttavia, gli studi archeologici moderni continuano a discutere la datazione precisa, la funzione esatta e chi sovrintese alla costruzione: mentre la tradizione attribuisce a Pachacuti la fondazione o l'ampliamento del sito, non manca chi propone una cronologia più complessa con fasi di costruzione successive.

Religione, ideologia e cultura

Pachacuti rafforzò il culto del Sole (Inti) come religione centrale dello Stato e legittimò il potere del Sapa Inca presentandosi come un intermediario divino tra il popolo e le divinità. Le élite sacerdotali e le istituzioni religiose vennero integrate nell'apparato amministrativo dell'impero. Sotto il suo governo furono promossi rituali, cerimonie pubbliche e la costruzione di templi che enfatizzavano l'unità e l'autorità dello Stato inca.

Successione e conseguenze politiche

Nonostante i notevoli successi politici e militari, Pachacuti non codificò un meccanismo di successione stabile e impersonale. Alla sua morte gli succedette il figlio Tupac Inca Yupanqui senza contestazioni note, ma nelle generazioni successive la mancanza di norme formali contribuì a frequenti lotte per il potere: il successo dell'Inca dipendeva sempre dalla capacità di ottenere il sostegno degli apos, del clero e dell'esercito. Questo assetto politico, che funzionò per secoli, favorì tuttavia conflitti interni in momenti critici — una delle cause delle dispute dinastiche che si manifestarono in modo drammatico al tempo della conquista spagnola.

Eredità

L'impatto di Pachacuti è duraturo: egli è ricordato come il sovrano che trasformò uno stato regionale in un impero organizzato, lasciando tracce tangibili nella rete stradale, nelle città, nei sistemi agricoli e nelle pratiche amministrative. Molti siti archeologici e monumenti attribuiti al suo periodo testimoniano un alto livello di ingegneria e di visione politica. La figura di Pachacuti è dunque centrale nella storia andina e nella memoria culturale dei popoli quechua e di chi studia le civiltà precolombiane.

Note: molte informazioni su Pachacuti derivano da cronache post-conquista e dalla tradizione orale; per questo alcuni aspetti biografici e cronologici restano oggetto di indagine e dibattito accademico.

Pachacuti come disegnato da Guaman PomaZoom
Pachacuti come disegnato da Guaman Poma

1438 CEZoom
1438 CE

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1493 CE

Domande e risposte

D: Chi era Pachacuti Inca Yupanqui?


R: Pachacuti Inca Yupanqui fu il nono Sapa Inca (1438-1471/1472) del Regno di Cuzco, che trasformò nell'impero Tawantinsuyu.

D: Cosa significa il nome di Pachacuti?


R: Il nome di Pachacuti significa "Colui che rifà il mondo" in lingua quechua.

D: Chi era la moglie di Pachacuti e chi era il loro figlio?


R: La moglie di Pachacuti si chiamava Mama Anawarkhi o Coya Anahurque, e il loro figlio era Tupac Inca Yupanqui.

D: Cosa fece Pachacuti per riorganizzare il nuovo impero?


R: Pachacuti riorganizzò l'impero nel Tahuantinsuyu o "le quattro province unite". Secondo il suo sistema, c'erano quattro apo che controllavano ciascuno una delle quattro province (suyu).

D: Pachacuti migliorò il sistema di scelta del prossimo Inca?


R: No, Pachacuti non migliorò il sistema di scelta dell'Inca successivo, poiché suo figlio divenne l'Inca successivo senza alcuna controversia nota. Nelle generazioni future, l'Inca successivo doveva ottenere il controllo dell'impero ottenendo un sostegno sufficiente da parte degli apo, del sacerdozio e dei militari per vincere una guerra civile o intimidire chiunque altro dal cercare di ottenere il controllo dell'impero.

D: Quanto si espanse il dominio Inca sotto le conquiste di Pachacuti?


R: Nel giro di tre generazioni, il dominio Inca si espanse dalla valle di Cuzco a quasi tutto il Sud America civilizzato, sotto le conquiste di Pachacuti.

D: A quando si ritiene che Machu Picchu risalga?


R: Si ritiene che Machu Picchu risalga all'epoca di Pachacuti.


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