Produzione di coppie elettrone-positrone da fotoni: definizione e meccanismo

Produzione di coppie elettrone-positrone da fotoni: definizione, meccanismo, soglia >25 MeV, dipendenza dal numero atomico e implicazioni nella radioterapia ad alta energia.

Autore: Leandro Alegsa

In fisica, la produzione di coppie è il processo in cui un singolo fotone si trasforma in una coppia elettrone–positrone in presenza di un corpo terzo che assorbe lo slancio (tipicamente il nucleo di un atomo o, più raramente, un elettrone atomico). Il fotone cede la sua energia per creare due particelle di massa e carica opposta: l'elettrone e il positrone (elettrone positivo). Per rispettare le leggi di conservazione dell'energia e della quantità di moto è necessaria l'interazione con un altro oggetto che possa fornire o assorbire lo slancio; per questo motivo la produzione diretta di coppie nel vuoto da un singolo fotone non è possibile.

Soglia energetica e dipendenza dall'energia

La soglia minima di energia per creare una coppia è pari a 2·mec2 ≈ 1,022 MeV (la somma delle masse a riposo di elettrone e positrone). Tuttavia, questa è la condizione teorica: affinché il processo abbia una sezione d'urto significativa, i fotoni devono generalmente avere energie superiori a qualche MeV. In materiali comuni la produzione di coppie diventa rilevante rispetto ad altri processi (effetto fotoelettrico, scattering Compton) solo a energie maggiori, e per fasci di fotoni usati in radioterapia (tipicamente >10 MeV) l'effetto può contribuire in modo apprezzabile alla deposizione di dose. Per l'interazione con elettroni liberi (cosiddetta produzione tripla) la soglia è più alta (≈4·mec2 ≈ 2,044 MeV).

Meccanismo fisico

Il processo più comune è la produzione di coppie nel campo coulombiano del nucleo. Il fotone si avvicina al nucleo e, grazie all'interazione con il suo campo elettrico, «si trasforma» in un elettrone e un positrone; il nucleo fornisce il necessario trasferimento di quantità di moto (recoil) senza assorbire una quantità significativa di energia. La descrizione quantistica di questo processo è fornita dalla teoria quantistica dei campi e, in regime perturbativo, dalla formula di Bethe–Heitler per la sezione d'urto.

  • Ruolo del nucleo: assorbe lo slancio e permette la conservazione della quantità di moto.
  • Distribuzione angolare ed energetica: le due particelle non hanno necessariamente energie eguali; l'angolo di emissione dipende dall'energia del fotone e dalla massa del nucleo. In riferimento al centro di massa possono risultare quasi antiallineari, ma nel sistema laboratorio la distribuzione è più complessa.
  • Produzione tripla: se l'interazione avviene sulla nube elettronica si parla di produzione di coppie con coinvolgimento dell'elettrone target (triplet production); la sezione d'urto è minore rispetto a quella su nucleo e la soglia minima è più elevata.

Dipendenza dal materiale e dalla sezione d'urto

La probabilità che avvenga la produzione di coppie (cioè la sezione d'urto) cresce con l'energia del fotone oltre la soglia e dipende fortemente dal numero atomico Z del materiale. A energie relativamente alte la sezione d'urto per produzione di coppie nel campo del nucleo scala approssimativamente come Z²; materiali ad alto numero atomico (come il piombo) favoriscono quindi il processo. Per energie molto elevate entrano in gioco correzioni e altri meccanismi, ma la tendenza generale è un aumento con la Z e con l'energia del fotone.

Conseguenze sperimentali e applicazioni

  • Radioterapia: in fasci di fotoni ad alta energia la produzione di coppie contribuisce alla dose assorbita e può generare positroni che, dopo aver perso energia per ionizzazione, annichilano con elettroni producendo radiazione gamma (tipicamente due fotoni da 511 keV ciascuno).
  • Rivelatori e strumenti astrofisici: telescopi a raggi gamma e camere a coppia sfruttano la conversione fotone→e+e− per identificare fotoni ad alta energia. In astrofisica la produzione di coppie (anche tramite collisione fotone–fotone) è importante per l'opacità ai raggi gamma in ambienti densi di fotoni (es. vicinanze di sorgenti attive, gamma-ray bursts).
  • Fenomenologia fondamentale: la produzione di coppie è il processo inverso dell'annichilazione e costituisce una verifica delle predizioni della elettrodinamica quantistica (QED).

Post-produzione: comportamento del positrone

Il positrone generato perde energia principalmente per ionizzazione ed eccitazione del mezzo circostante. Dopo aver raggiunto energie termiche si annichila con un elettrone producendo tipicamente due fotoni da 511 keV emessi in direzioni quasi opposte (conservazione della quantità di moto). Questo segnale è sfruttato, per esempio, nelle tecniche di imaging che rilevano i fotoni di annichilazione.

Riepilogo

In sintesi, la produzione di coppie da fotoni è un processo quantistico fondamentale in cui un fotone si converte in un elettrone e un positrone in presenza di un terzo corpo che assorbe il momento. La soglia energetica è di 1,022 MeV, la probabilità aumenta con l'energia del fotone e con il numero atomico del materiale, e il fenomeno ha impatti pratici in radioterapia, rivelazione di raggi gamma e in molti contesti astrofisici.

Domande e risposte

D: Che cos'è la produzione di coppie in fisica?


R: La produzione di coppie si riferisce all'interazione tra un fotone e il nucleo di un atomo, con conseguente produzione di una coppia di elettroni con carica positiva e negativa.

D: Dove avviene la produzione di coppie in un atomo?


R: La produzione di coppie avviene nel nucleo di un atomo, piuttosto che con l'elettrone, come nelle interazioni di livello inferiore dei raggi X.

D: Cosa succede al fotone nella produzione di coppie?


R: Nella produzione di coppie, il fotone cede la sua energia al nucleo e crea la coppia di elettroni.

D: Come vengono caricati gli elettroni prodotti nella produzione di coppie?


R: Gli elettroni prodotti nella produzione di coppie sono composti da un elettrone con carica positiva (positrone) e da un elettrone con carica negativa.

D: Da cosa è influenzata la probabilità della produzione di coppie?


R: La probabilità di produzione di coppie è proporzionale all'energia del fotone in arrivo ed è influenzata dal numero atomico del materiale.

D: A quali livelli di energia si verifica di solito la produzione di coppie?


R: La produzione di coppie si verifica in genere a livelli di energia superiori a 25 MeV.

D: Quando può verificarsi la produzione di coppie nella radioterapia?


R: La produzione di coppie può verificarsi nei trattamenti di radioterapia che utilizzano fasci di fotoni ad alta energia.


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