Rosidi: definizione, caratteristiche e origine del clade di angiosperme

Rosidi: scopri il grande clade di angiosperme — definizione, caratteristiche, 70.000 specie, 17 ordini e origine cretacea (125–99,6 Mya). Guida completa.

Autore: Leandro Alegsa


I rosidi sono un grande clade di piante da fiore. Comprende circa 70.000 specie, più di un quarto di tutte le angiosperme. Si tratta di un raggruppamento estremamente vario, che include alberi, arbusti, erbacee e piante liane, diffuse in tutti gli ambienti terrestri tranne quelli più estremi.

Caratteristiche generali

I rosidi sono molto eterogenei dal punto di vista morfologico e non esiste una singola caratteristica morfologica che li distingua universalmente; piuttosto la loro circoscrizione si basa su evidenze filogenetiche molecolari. Molte famiglie all'interno dei rosidi hanno fiori ermafroditi o unisessuali, frutti assai diversificati e, in numerosi gruppi, relazioni ecologiche complesse con insetti impollinatori. Alcune importanti adattazioni evolutive presenti in diversi rami dei rosidi includono la sintesi di metaboliti secondari utili per la difesa (alcaloidi, glucosinolati, terpeni) e, nelle Fabaceae, la capacità di fissare l'azoto in simbiosi con batteri rizobiali.

Classificazione e gruppi principali

I rosidi sono divisi in 17 ordini. Questi ordini insieme costituiscono circa 140 famiglie, compresi i limoni gialli amari. I rosidi e gli asteridi sono di gran lunga i cladi più grandi delle eudicotteri.

All'interno dei rosidi si riconoscono due grandi raggruppamenti informali spesso citati nella letteratura:

  • Fabidi (o “eurosidi I”): includono, tra gli altri, gli ordini contenenti le Fabaceae (leguminose), Rosaceae (rose e fruttifere affini) e altre famiglie erbacee e arboree.
  • Malvidi (o “eurosidi II”): comprendono ordini come Brassicales (Brassicaceae e affini), Malvales e Sapindales, con molte famiglie di importanza economica.
Queste suddivisioni si basano su analisi filogenetiche molecolari moderne e facilitano l'inquadramento dei grandi raggruppamenti di specie.

Origine e record fossile

I rosidi fossili sono noti dal periodo Cretaceo. Le stime dell'orologio molecolare indicano che i rosidi hanno avuto origine nelle fasi Aptian o Albian del Cretaceo, tra 125 e 99,6 milioni di anni fa (mya). Durante il Cretaceo si osserva una rapida diversificazione delle angiosperme in generale; i rosidi parteciparono a questi eventi di radiazione evolutiva che portarono alla formazione delle principali linee di piante da fiore moderne.

Definizioni tassonomiche e incertezze

Sono in uso tre diverse definizioni dei rosidi. Alcuni autori includono l'ordine Saxifragales nei rosidi. Altri lo escludono. Le varie circoscrizioni riflettono:

  • differenze nei criteri usati per definire i cladi (ad esempio criteri filogenetici stretti vs. più ampi);
  • aggiornamenti continui delle analisi molecolari che chiariscono i rapporti filogenetici tra ordini e famiglie;
  • tradizioni tassonomiche precedenti che talvolta mantengono gruppi con limiti diversi.
In pratica, sebbene la maggior parte degli studi recenti concordi su una ampia rosa di ordini come appartenenti ai rosidi, permangono dettagli sulla collocazione di alcuni ordini basali e sulla delimitazione precisa del clade che variano a seconda dell'autore e della metrica filogenetica utilizzata.

Esempi e importanza economica

I rosidi comprendono molte famiglie di grande rilevanza per l'uomo, sia per l'alimentazione sia per l'industria e l'ornamentazione. Tra le famiglie o gruppi noti ci sono:

  • Fabaceae (leguminose): colture alimentari e foraggere come fagioli, piselli, arachidi, soia; importanti nella fissazione dell'azoto;
  • Rosaceae: piante fruttifere come mele, pere, ciliegie, e numerose specie ornamentali;
  • Brassicaceae: cavoli, senape, ravanelli (orde di Brassicales);
  • Malvaceae, Sapindaceae, Cucurbitaceae e molte altre famiglie con usi alimentari, tessili e ornamentali.

Dal punto di vista ecologico, i rosidi svolgono ruoli chiave negli ecosistemi terrestri: costituiscono formazioni forestali, praterie e svariate nicchie ecologiche, fornendo habitat e risorse per insetti, uccelli e mammiferi.

Conclusione

I rosidi rappresentano uno dei più grandi e diversificati cladi di angiosperme, con origine probabile nel Cretaceo e una storia evolutiva che ha portato alla formazione di molte delle piante oggi più familiari e utili all'uomo. Pur essendo ben supportati da prove molecolari, la loro esatta delimitazione continua a essere affinata man mano che nuove analisi filogenetiche e dati fossili vengono integrati.



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