Guayana Esequiba (Essequibo): territorio conteso tra Venezuela e Guyana

Guayana Esequiba: storia e geopolitica del territorio conteso tra Venezuela e Guyana, dalle rivendicazioni storiche alle risorse e implicazioni diplomatiche.

Autore: Leandro Alegsa

Guayana Esequiba è il nome che il Venezuela dà a una vasta regione che rivendica nella parte occidentale della Guyana. La sua superficie è di 159.500 chilometri quadrati. Per la Guyana, quest'area è suddivisa nelle sei regioni amministrative di Barima-Waini, Cuyuni-Mazaruni, Pomeroon-Supenaam, Potaro-Siparuni, Upper Takutu-Upper Essequibo e Essequibo Islands-West Demerara.

Origini storiche della rivendicazione

La questione risale al periodo coloniale: la Spagna avanzò la sua prima rivendicazione formale in una relazione del 10 luglio 1788, nella quale si descriveva un confine approssimativo prendendo come riferimento il bacino degli affluenti dell'Orinoco e del sistema fluviale che confluisce nell'Essequibo. Nel corso del XIX secolo, con il progressivo declino dell'impero spagnolo e l'emergere di potenze coloniali come la Gran Bretagna, la disputa si fece più intensa.

Nel 1840 il Venezuela rivendicò tutta la Guyana ad ovest del fiume Essequibo — circa il 62% dell'allora Guyana britannica. Gran Bretagna e Venezuela discussero a lungo il confine per gran parte del XIX secolo; nel 1881 il Venezuela propose una linea che avrebbe assegnato al suo territorio il Distretto di Barima. Successivamente il Venezuela, in vista di un possibile arbitrato internazionale, riformulò la sua pretesa in modo da spostare la linea lungo altre direttrici fluviali e naturali.

Arbitrato del 1899 e obiezioni successive

Per risolvere la controversia si ricorse a un arbitrato internazionale che nel 1899 emise una decisione accettata sia dalla Gran Bretagna sia dal Venezuela all'epoca. Tuttavia, il Venezuela ritenne successivamente che le circostanze che portarono a quell'arbitrato fossero viziata da irregolarità e, soprattutto a partire dal XX secolo, riaffermò periodicamente la sua contestazione del lodo.

Nel riconoscere l'indipendenza della Guyana il 26 maggio 1966, il Venezuela dichiarò formalmente che riconosceva il territorio della nuova repubblica "a est della riva destra del fiume Essequibo", ma si riservava "espressamente i suoi diritti di sovranità territoriale su tutta la zona situata sulla riva occidentale del suddetto fiume", ribadendo così la propria rivendicazione su gran parte della regione occidentale dell'Essequibo.

Accordi e percorso diplomatico

La disputa riemerse con forza nel XX secolo. Nel 1966, a Ginevra, il Venezuela e la Guyana firmarono un accordo (il cosiddetto "Geneva Agreement") per cercare una soluzione pacifica attraverso negoziati o procedure concordate, prevedendo anche il coinvolgimento di un rappresentante del Segretario Generale delle Nazioni Unite per facilitare il dialogo. Da allora sono rimasti attivi canali diplomatici e mediatori internazionali.

Aspetti giuridici recenti e ruolo della Corte Internazionale di Giustizia

Negli ultimi decenni la controversia è stata influenzata da sviluppi giuridici e geopolitici. A partire dal 2010-2015 l'attenzione internazionale si è intensificata anche per le scoperte petrolifere offshore nel blocco di Stabroek e in altre concessioni al largo delle coste guyanesi, che hanno aumentato l'importanza strategica ed economica della regione contesa.

Per chiarire la questione giuridica, la Guyana si è rivolta alle istituzioni internazionali: nel 2018 ha presentato istanza alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) chiedendo una dichiarazione che confermasse la validità del lodo arbitrale del 1899 e che definisse definitivamente il confine terrestre e marittimo tra i due Stati. La procedura davanti alla Corte è stata caratterizzata da obiezioni sollevate dal Venezuela, il quale per lungo tempo ha contestato la giurisdizione della Corte e preferito soluzioni negoziali dirette stabilite dal Geneva Agreement.

Nel corso degli anni la Corte ha valutato la sua competenza a decidere la controversia; lo sviluppo di questo contenzioso e le decisioni provvisorie o definitive della Corte sono state seguite con attenzione sia dai governi interessati sia dalla comunità internazionale. (Per dettagli puntuali sulle fasi processuali e sulle sentenze della Corte è opportuno consultare le fonti ufficiali della Corte Internazionale di Giustizia o i comunicati ufficiali dei governi.)

Risorse naturali e impatto economico

La regione dell'Essequibo è ricca di risorse naturali: foreste pluviali estese, fiumi navigabili, giacimenti di oro e altre risorse minerarie, oltre a potenziali riserve petrolifere offshore che hanno aumentato l'interesse economico nella zona. Queste risorse sono state una delle cause di tensione, in quanto l'accesso e il controllo su di esse hanno rilevanti implicazioni economiche per entrambi i Paesi.

Popolazione, culture e ambiente

L'area contesa è scarsamente popolata rispetto alle regioni costiere, ma ospita comunità indigene e popolazioni rurali che dipendono dalla foresta, dalla pesca e dall'attività mineraria su piccola scala. Tra i gruppi presenti si possono citare vari popoli amerindi (indigeni) che mantengono pratiche tradizionali e una forte relazione con l'ambiente. La regione è di grande valore ecologico per la biodiversità, con ecosistemi sensibili che richiedono attenzione nelle politiche di sfruttamento delle risorse e nella gestione dei conflitti.

Sviluppi cartografici e propaganda simbolica

Dal 1970 le cartine ufficiali venezuelane hanno spesso mostrato l'intera area occidentale dell'Essequibo (comprese alcune isole fluviali) come territorio venezuelano; su alcune mappe questa porzione è indicata con la dicitura "Zona di Bonifica". Tali rappresentazioni cartografiche hanno valore simbolico e politico e sono parte del discorso pubblico interno in Venezuela.

Situazione attuale e prospettive

La disputa è rimasta per gran parte della seconda metà del XX secolo e per gli anni 2000-2020 oggetto di negoziati, iniziative diplomatiche e, infine, di ricorso a istituzioni giudiziarie internazionali. Negli ultimi anni la questione ha conosciuto un nuovo slancio in relazione agli interessi energetici offshore e alle dinamiche politiche regionali.

Esistono percorsi istituzionali e legali per risolvere la controversia pacificamente: negoziati bilaterali, mediazione internazionale o decisione giurisdizionale da parte della Corte Internazionale di Giustizia. Qualsiasi soluzione definitiva dovrebbe tenere conto dei diritti di sovranità, della tutela delle popolazioni locali e della gestione sostenibile delle risorse naturali.

Nota: la questione della Guayana Esequiba è complessa e si è evoluta nel tempo: per aggiornamenti sulle sentenze giudiziarie più recenti, sugli accordi diplomatici e sulle dichiarazioni ufficiali dei governi coinvolti è consigliabile consultare fonti ufficiali e notizie aggiornate.

Il Venezuela rivendica le regioni 1, 2, 5, 7, 7, 8 e 10, ovvero il 62% della Guyana.Zoom
Il Venezuela rivendica le regioni 1, 2, 5, 7, 7, 8 e 10, ovvero il 62% della Guyana.

Mappa che mostra: * Il confine estremo rivendicato dalla Gran Bretagna* L' attuale confine (approssimativamente) e* Il confine estremo rivendicato dal VenezuelaZoom
Mappa che mostra: * Il confine estremo rivendicato dalla Gran Bretagna* L' attuale confine (approssimativamente) e* Il confine estremo rivendicato dal Venezuela

Domande e risposte

D: Qual è il nome che il Venezuela dà alla regione che rivendica a ovest della Guyana?


R: Il Venezuela chiama questa regione Guayana Esequiba.

D: Qual è la superficie di questa regione?


R: Questa regione copre un'area di 159.500 chilometri quadrati.

D: Come è suddivisa quest'area per la Guyana?


R: Per la Guyana, quest'area è suddivisa in sei regioni amministrative: Barima-Waini, Cuyuni-Mazaruni, Pomeroon-Supenaam, Potaro-Siparuni, Upper Takutu-Upper Essequibo e Essequibo Islands-West Demerara.

D: Quando la Spagna ha rivendicato per la prima volta quest'area?


R: La Spagna ha fatto la sua prima rivendicazione su quest'area in un rapporto datato 10 luglio 1788.

D: Cosa ha rivendicato inizialmente il Venezuela nel 1840?


R: Nel 1840, il Venezuela rivendicò tutta la Guyana a ovest del fiume Essequibo - il 62% dell'allora Guyana Britannica.

D: Quale linea di confine propose il Venezuela nel 1881?


R: Nel 1881, il Venezuela propose una linea di confine che partiva da un punto a un miglio a nord del fiume Moruka e da lì veniva tracciata verso ovest fino al 60° meridiano, correndo verso sud lungo tale meridiano. Questo avrebbe dato il Distretto di Barima al Venezuela.

D: Quale accordo fu raggiunto tra la Gran Bretagna e il Venezuela nel 1899?


R: Nel 1899, la Gran Bretagna e il Venezuela accettarono la decisione di un Tribunale arbitrale in merito alla loro disputa sui confini tra la Guyana britannica e il territorio venezuelano.


Cerca nell'enciclopedia
AlegsaOnline.com - 2020 / 2025 - License CC3