Nigritia (Bilad al-Sudan): termine storico dell'Africa subsahariana

Nigritia (Bilad al‑Sudan): storia del termine europeo per l'Africa subsahariana, origini linguistiche, mappe storiche e perceptioni della regione a sud del Sahara.

Autore: Leandro Alegsa

Negroland o Nigritia era un termine usato dagli europei per descrivere una regione dell'Africa, a sud del Sahara. La regione era poco esplorata, e gli europei conoscevano principalmente la zona intorno alla costa. Il nome era probabilmente una traduzione diretta del termine arabo "Bilad al-Sudan", che si traduce in "terra dei neri".

Origine del termine e corrispondenze storiche

Il toponimo arabo Bilad al-Sudan (بلاد السودان) era usato dai geografi e mercanti nordafricani per indicare le vaste aree popolate da popolazioni sub-sahariane, in particolare le regioni e gli stati che si affacciavano sulle rotte del commercio trans-sahariano. Gli europei, a partire dal Medioevo e soprattutto dall'età moderna, adottarono una varietà di denominazioni come Nigritia o Negroland, traducendo letteralmente il senso del termine arabo.

Concezioni cartografiche ed errori geografici

Le prime mappe europee dell'entroterra africano erano spesso inaccurate a causa della scarsa conoscenza diretta e della dipendenza da resoconti indiretti (mercanti, viaggiatori, mappe arabe o portoghesi). Un errore ricorrente veniva dall'idea che fiumi come il Senegal, il Gambia e il Niger facessero parte dello stesso sistema fluviale: si immaginava un unico grande fiume che si biforcava prima di sfociare nell'oceano. Tale rappresentazione, visibile in molte carte antiche, rifletteva la difficoltà di ricostruire reti idrografiche lontane senza esplorazioni sistematiche.

Contesto storico, economico e culturale

La regione indicata come Nigritia comprendeva aree molto diverse per storia e cultura: lungo le rotte trans-sahariane si trovavano potenti imperi e regni come il Ghana (Wagadou), il Mali e il Songhai, noti per il commercio di oro, sale, schiavi e merci varie. Le popolazioni locali avevano società complesse, sistemi politici e scambi culturali con il Nord Africa. Tuttavia, nella visione europea il territorio risultava spesso omogeneizzato con etichette generiche e poco precise.

Uso del termine nelle mappe e nella letteratura

Sulle carte del XVIII e XIX secolo si trovano ancora denominazioni come Nigritia o Negroland. Nel 1823, ad esempio, una mappa americana pubblicata da Fielding Lucas Jr. descriveva circa la stessa zona come "Nigritia". In molti documenti d'epoca gli abitanti della Nigritia venivano indicati, con linguaggio dell'epoca, come Negri. Questi termini riflettono le categorie e i pregiudizi del periodo e la tendenza a nominare aree ampie e diversificate con etichette generalizzanti.

Declino del termine e sensibilità moderna

Con l'avanzare delle esplorazioni scientifiche del XIX secolo e la successiva colonizzazione europea, la conoscenza geografica si precisò: emersero confini, nomi di stati e regioni locali, e il termine Nigritia cadde progressivamente in disuso. Oggi viene considerato arcaico e, in alcune lingue, offensivo; nelle descrizioni contemporanee si preferiscono termini più precisi come Africa subsahariana, Sahel o i nomi degli stati e delle regioni interessate.

Nota sulla terminologia

È importante contestualizzare i termini storici: studiarli aiuta a comprendere come occidentali e arabi descrivevano e rappresentavano l'Africa, ma va evitato l'uso non critico di parole che portano con sé connotazioni razziali o coloniali. Nei testi moderni si raccomanda di usare un linguaggio rispettoso e accurato, specificando quando si cita terminologia storica e spiegandone il contesto.

Una mappa del 1736, che mostra Negroland e Guinea. L'attuale Guinea è diversaZoom
Una mappa del 1736, che mostra Negroland e Guinea. L'attuale Guinea è diversa



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