Camillo Benso, Count of Cavour

Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, conte di Cavour, Isolabella e Leri (10 agosto 1810 - 6 giugno 1861), meglio conosciuto come Cavour (kaˈvur), era un politico e statista italiano. Fu una persona importante nel movimento verso l'unificazione italiana.

Cavour è nato a Torino durante il dominio napoleonico. Fino al 1831 è stato un ufficiale militare. In seguito, decise di viaggiare in Europa per conoscere meglio gli effetti della Rivoluzione Industriale. I viaggi lo aiutarono a conoscere e comprendere i principi del sistema liberale britannico.

Dopo quattro anni è tornato in Piemonte. Si è occupato dell'agricoltura e dell'economia in generale. Lavorò per la diffusione della scuola. Durante questo periodo, la sua attività commerciale e bancaria lo ha reso uno degli uomini più ricchi del Piemonte.

Dal 1832 al 1848, Cavour è stato sindaco di Grinzane (oggi Grinzane Cavour per onorarlo). Nel 1847 fondò il giornale Il Risorgimento. Secondo lui, il processo di sviluppo economico e sociale, da lui promosso per anni, poteva essere attuato solo dopo una profonda ristrutturazione delle istituzioni politiche.

Nel 1850, Cavour divenne famoso perché sostenne la "Legge Siccardi" che diminuiva i privilegi del clero cattolico. Nello stesso anno, il Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno di Sardegna, Massimo D'Azeglio, lo sceglie come Ministro dell'Agricoltura, del Commercio e della Marina. In seguito divenne anche ministro delle Finanze. Dopo le dimissioni di D'Azeglio, il 4 novembre 1852, Cavour divenne Primo Ministro del Regno di Sardegna.

Il programma politico di Cavour voleva diventare il Regno di Sardegna uno Stato costituzionale basato sul liberalismo moderato e progressista e così si è dedicato a un radicale rinnovamento dell'economia. Modernizzò e sostenne l'agricoltura, rafforzò il sistema industriale e promosse gli scambi commerciali con le maggiori potenze europee. Il suo programma liberale fu però criticato sia dalla "Sinistra storica", che si occupava dei cittadini più poveri, sia dalla "destra storica", che lo considerava un distruttore delle tradizioni conservatrici.

Nel 1858 firmò un trattato di alleanza tra il Regno di Sardegna e l'Impero francese contro l'Impero austriaco. L'anno successivo, con la Seconda Guerra d'Indipendenza italiana, i piemontesi e i francesi sconfissero gli austriaci, che allora controllavano l'Italia.

Dopo l'Armistizio di Villafranca e la spedizione di Giuseppe Garibaldi nel Sud (1860-1861), l'unità d'Italia fu completata. Cavour divenne il primo presidente dell'Italia unita. Fu anche il primo ministro degli Esteri. Fu il leader del gruppo parlamentare liberale. Morì di malattia a Torino.

Nota

  1. Alexis de Tocqueville (2008). Un ateo liberale. Religione, politica, società. Dedalo. p. 78.
  2. Lorena Forni (2010). La laicità nel pensiero dei giuristi italiani: tra tradizione e innovazione. Giuffrè. p. 79.
  3. Giorgio Dell'Arti (2008). Cavour: Vita dell'uomo che fece l'Italia. Marsilio.
  4. Beales e Biagini, Il Risorgimento e l'Unità d'Italia, p. 107.
  5. 5.0 5.1 5.2 Breve biografia di Camillo Cavour
  6. Hearder, Cavour, Bari, 2000, p. 26.
  7. 7.0 7.1 7.2 7.3 CAVOUR, Camillo Benso conte di, Dizionario Biografico degli Italiani
  8. Mack Smith, Cavour, pp. 68-74

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