Obergefell v. Hodges è stato un caso storico della Corte Suprema degli Stati Uniti. La Corte ha sostenuto che il riconoscimento e la disposizione del matrimonio tra persone dello stesso sesso è un diritto fondamentale. Hanno stabilito che è garantito dal quattordicesimo emendamento della Costituzione degli Uniti.

Contesto e procedura

La causa consolidava diversi ricorsi avviati in Stati con divieti o limiti al matrimonio egualitario, tra cui DeBoer v. Snyder (Michigan), Bourke v. Beshear (Kentucky), Tanco v. Haslam (Tennessee) e il caso principale Obergefell v. Hodges (Ohio). I ricorrenti contestavano sia il divieto di poter accedere al matrimonio sia il rifiuto degli Stati a riconoscere i matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti in altri Stati. Nel caso di James Obergefell, la controversia nacque dopo che l'Ohio non riconobbe il suo matrimonio contratto nel Maryland sul certificato di morte del coniuge.

Decisione della Corte

La sentenza è stata emessa il 26 giugno 2015 con voto per 5 a 4. Il giudice Anthony Kennedy ha scritto l'opinione della maggioranza, affiancato dai giudici Ruth Bader Ginsburg, Stephen Breyer, Sonia Sotomayor e Elena Kagan. La Corte ha deciso che:

  • il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso è un diritto fondamentale tutelato dalla Costituzione;
  • gli Stati devono rilasciare licenze di matrimonio a coppie dello stesso sesso alle stesse condizioni previste per coppie eterosessuali;
  • gli Stati devono riconoscere i matrimoni legalmente contratti in altri Stati.

Motivazione

La Corte ha ritenuto che il divieto di riconoscere o consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso violasse sia la clausola del due process sia la clausola di equal protection del Quattordicesimo Emendamento. Nella motivazione la maggioranza ha sottolineato che il matrimonio è un diritto fondamentale inerente alla libertà personale, che la protezione dello stato per le famiglie e i figli è una funzione essenziale del matrimonio e che le coppie dello stesso sesso devono avere gli stessi riconoscimenti e garanzie legali delle coppie eterosessuali. La Corte ha inoltre dichiarato superata o non più applicabile la precedente risoluzione sommaria del caso Baker v. Nelson del 1971.

Opinioni dissenzienti

Quattro giudici hanno espresso dissenso: il Presidente John Roberts e i giudici Antonin Scalia, Clarence Thomas e Samuel Alito. I dissenzienti hanno contestato l'approccio della Corte ritenendolo un intervento della magistratura in materia che, secondo loro, avrebbe dovuto essere risolta dal parlamento o dagli elettori degli Stati. La dissidenza di Scalia è rimasta particolarmente critica e veemente nei toni.

Conseguenze e impatto

  • Il matrimonio egualitario divenne immediatamente legale in tutti gli Stati Uniti, con conseguente obbligo per gli uffici di stato di rilasciare licenze e registrare matrimoni egualitari.
  • La decisione ha avuto effetti pratici su diritti e benefici federali e statali collegati allo status di coniuge: previdenza sociale, tasse, immigrazione, assicurazioni sanitarie, diritti di adozione e tutela dei figli, successione e molti altri ambiti amministrativi e civili.
  • Dal punto di vista giuridico e politico, la sentenza ha segnato un cambio radicale nella tutela dei diritti civili basati sull'orientamento sessuale e ha influenzato il dibattito pubblico e legislativo negli Stati Uniti e all'estero.

Sviluppi successivi

Dopo Obergefell sono seguiti casi e problemi pratici relativi all'applicazione della sentenza (ad esempio conflitti con leggi e regolamenti statali, questioni religiose e di obiezione di coscienza di funzionari pubblici). Alcune controversie sono arrivate nuovamente davanti ai tribunali per definire l'ambito di esenzioni religiose e limiti amministrativi, ma il principio generale del diritto al matrimonio egualitario è rimasto consolidato a livello costituzionale.

In sintesi, Obergefell v. Hodges rappresenta una decisione chiave della Corte Suprema statunitense che ha esteso ai matrimoni tra persone dello stesso sesso la protezione costituzionale garantita dal Quattordicesimo Emendamento, imponendo a tutti gli Stati di riconoscere e consentire tali matrimoni.