Il fiammifero è uno strumento portatile usato per produrre fuoco in modo controllato. Nella forma più comune consiste in un piccolo bastoncino di legno o di carta indurita con un'estremità trattata chimicamente: la punta destinata all'accensione è chiamata testa e contiene sostanze che si attivano mediante attrito o altra energia.
Composizione e principio di funzionamento
La testa del fiammifero è una miscela di ingredienti con funzioni diverse. In termini generali contiene:
- un composto ossidante (per esempio sali contenenti cloro o permanganati o altri ossidanti),
- un componente combustibile o infiammabile che alimenta la fiamma,
- un legante come la gelatina per mantenere la massa compatta,
- un ingrediente sensibile all'accensione: tradizionalmente fosforo o il sesquisolfuro di fosforo (usato in alcune formulazioni),
- abrasivi (come polveri di vetro) per aumentare l'attrito con la superficie di sfregamento.
Lo scatto che genera la fiamma dipende dal tipo di fiammifero: in alcuni casi la reazione si innesca strofinando la testa contro una superficie preparata; in altri la miscela sulla testa è autosufficiente se sfregata contro una superficie qualunque appropriata.
Tipi principali
- Fiammiferi di sicurezza: progettati per poter essere accesi solo strofinando la testa contro una superficie specifica presente sullo stesso contenitore. Questo riduce gli accensioni accidentali rispetto a tipi meno selettivi.
- Strike-anywhere: (letteralmente "si accendono ovunque") possono essere accesi strofinando la testa contro qualsiasi superficie sufficientemente abrasiva.
- Fiammiferi elettrici: non usano attrito meccanico ma l'elettricità per generare calore e produrre la fiamma; sono noti anche come fiammiferi elettrici.
- Varianti speciali: fiammiferi impermeabili, fiammiferi lunghi per camino o barbecue, e fiammiferi in carta sottili per uso promozionale o monouso.
Imballaggio e distribuzione
I fiammiferi sono generalmente venduti in gruppi e confezionati in una scatola o in più pratiche scatole di fiammiferi che contengono anche la superficie di strofinamento per i modelli di sicurezza. Le scatole offrono protezione dall'umidità e regolano l'accesso al prodotto.
Breve storia
- Le prime soluzioni pratiche per accendere fuoco rapidamente risalgono ai primi decenni del XIX secolo.
- Nel 1826 e nei decenni successivi furono messe a punto varie formulazioni chimiche e prototipi commerciali che portarono allo sviluppo dei fiammiferi moderni.
- Nel corso del XIX secolo furono introdotte innovazioni tecniche e di sicurezza che resero i fiammiferi più sicuri e pratici per l'uso domestico e commerciale.
Rischi, sicurezza e regolamentazione
- I fiammiferi rimangono una fonte potenziale di incendi se usati impropriamente; è importante conservarli lontano dalla portata dei bambini e da materiali infiammabili.
- Per motivi di salute pubblica e sicurezza industriale molte formulazioni pericolose (come il fosforo bianco nelle produzioni storiche) sono state progressivamente eliminate o sostituite con alternative meno tossiche.
- Le normative nazionali e internazionali regolano composizione, etichettatura e imballaggio per ridurre rischi di incendio e danni alla salute.
Produzione e impatto ambientale
La produzione industriale prevede il taglio e l'essiccazione del bastoncino, l'immersione in diverse soluzioni per la testa e l'asciugatura, seguiti dall'imballaggio. Molti produttori moderni adottano pratiche di gestione forestale sostenibile per il legname impiegato, ma l'impatto ambientale dipende dalle fonti di materia prima e dai processi industriali impiegati.
Uso pratico e conservazione
- Conservare i fiammiferi in luogo asciutto; l'umidità ne impedisce l'accensione.
- Usare superfici di strofinamento intatte e asciutte per i modelli di sicurezza.
- Spegnere sempre la fiamma e assicurarsi che la carta o il legno siano completamente freddi prima di smaltire i residui.



