Questa pagina riguarda il personaggio del libro chiamato Nibelungenlied. Per l'opera di Wagner vedi Siegfried (opera).

Sigurd (Vecchio Norreno: Sigurðr) è un forte eroe dei Nibelunghi, un poema epico scritto intorno al 1200. Uccise il drago Fafnir e ne prese il tesoro, il Nibelungenschatz. Dopo aver ucciso il drago, si immerse nel suo sangue e cambiò così la sua pelle, in modo che non potesse più essere ferito. Le prime rappresentazioni esistenti della sua leggenda provengono in forma pittorica da sette pietre runiche in Svezia e in particolare dall'intaglio di Ramsund (1000 ca.) e dalla pietra runica di Gök (XI secolo).

Ma una foglia cadde da un tiglio soprastante mentre faceva il bagno e atterrò sulla schiena, e il piccolo lembo di pelle che ricopriva non toccò il sangue del drago, cosicché Siegfried rimase vulnerabile (poteva essere ferito) in quell'unico punto.

Origini e varianti della leggenda

La figura di Sigurd/Siegfried ha radici profonde nella tradizione germanica e scandinava. Le versioni più note provengono dal Nibelungenlied (tradizione alto-tedesca medievale) e dalle saghe norrene, in particolare la Völsunga saga e i testi della Poetic Edda. Pur conservando il nucleo narrativo — l'uccisione del drago Fafnir, l'acquisizione del tesoro e la morte per tradimento — le fonti presentano differenze significative su dettagli, motivazioni e personaggi secondari. Le testimonianze iconografiche (come le pietre runiche citate sopra) dimostrano che il mito era già diffuso e iconicamente rappresentato nell'Europa settentrionale prima della cristianizzazione completa.

La vicenda principale

Secondo la versione germanica del Nibelungenlied, Siegfried desidera sposare Kriemhild, sorella di Gunther, signore dei borgognoni di Worms. Per conquistare la potente regina Brünhild d'Islanda, Gunther chiede l'aiuto di Siegfried: lo eroe usa un mantello magico che lo rende invisibile (la cosiddetta Tarnkappe) per superare le prove che Brünhild impone. Dopo il matrimonio, Siegfried e Kriemhild vivono insieme, ma il conflitto tra le due regine — causato dall'omissione della verità sul ruolo di Siegfried nella sconfitta di Brünhild — porta a gelosie e rancori che sfociano nel tradimento e nell'omicidio.

La morte di Siegfried avviene per mano di Hagen, un fedele di Gunther: durante una battuta di caccia nell'Odenwald, mentre Siegfried si china su una sorgente per bere, Hagen trafigge il punto vulnerabile sulla sua schiena. Successivamente Hagen sottrae il tesoro di Sigfrido a Kriemhild e lo getta nel Reno, evento che innesca la tragica vendetta e la distruzione finale della casa dei Nibelunghi.

Motivi mitologici e topoi

La storia di Sigurd/Siegfried riunisce diversi motivi ricorrenti della mitologia germanica: l'eroe che uccide un drago e si impregna del suo potere (qui rappresentato dall'invulnerabilità), il tesoro maledetto dei Nibelunghi, la prova d'amore e le dispute di rango tra nobili, il tradimento da parte di un amico o alleato e la vendetta che porta alla catastrofe. Nelle versioni norrene, compaiono anche l'episodio in cui l'eroe gusta il cuore del drago e acquisisce la capacità di comprendere il linguaggio degli uccelli, e la figura dell'eroe allevato da un fabbro (es. Mímir/Mime).

Il nome e la sua diffusione

Il nome Siegfried in tedesco significa letteralmente "pace della vittoria" (da sieg = vittoria e fried = pace). La figura dell'eroe è stata ripresa e rielaborata in numerose opere letterarie, artistiche e musicali nel corso dei secoli, divenendo simbolo del mito eroico germanico.

La rielaborazione wagneriana

Siegfried appare anche in due delle quattro opere del ciclo dell'Anello di Wagner: la terza opera si chiama Siegfried e la quarta si chiama Götterdämmerung, anche se in origine Wagner la chiamava "Siegfrieds Tod" ("La morte di Siegfried"). Wagner riprende il mito ma lo trasforma profondamente: introduce l'artefatto del anello maledetto, sviluppa personaggi come Alberich e Mime, modifica le relazioni tra i personaggi e pone l'accento su temi filosofici e simbolici differenti rispetto alle saghe medievali. Nella tetralogia wagneriana elementi del racconto tradizionale (come l'uccisione del drago e il tesoro) sono rielaborati per inserirsi in una visione mitopoietica più ampia.

Eredità culturale

  • La leggenda ha influenzato pittura, scultura, letteratura e teatro in tutta Europa medievale e moderna.
  • Gli intagli su pietre runiche come quello di Ramsund e la pietra di Gök attestano l'antichità e la diffusione del mito nelle culture nordiche.
  • Le versioni letterarie (Nibelungenlied, Völsunga saga, Poetic Edda) e la rielaborazione musicale di Wagner hanno contribuito a mantenere la figura di Sigurd/Siegfried nella memoria culturale fino ai giorni nostri.

La complessità delle fonti e le numerose varianti rendono lo studio della figura di Sigurd/Siegfried un campo ricco per la filologia, la storia delle religioni e la storia dell'arte: ogni versione mette in luce aspetti diversi dell'eroe e dei valori della società che l'ha tramandata.