L'invasione alleata dell'Italia fu l'invasione dell'Italia continentale da parte degli alleati durante la seconda guerra mondiale. Gli alleati sbarcarono sulla terraferma il 3 settembre 1943. L'invasione seguì il successo dell'invasione della Sicilia durante la Campagna d'Italia.

L'invasione fu condotta dal 15° Gruppo d'Armate del generale Harold Alexander. Questo includeva la quinta armata statunitense del tenente generale Mark Clark e l'ottava armata britannica del generale Bernard Montgomery.

La principale forza d'invasione sbarcò vicino a Salerno sulla costa occidentale nell'operazione Avalanche. Altri due attacchi furono fatti in Calabria (Operazione Baytown) e a Taranto (Operazione Slapstick).

Contesto e motivazioni

Lo sbarco sull'Italia continentale fu il passo successivo alla conquista della Sicilia (luglio–agosto 1943) e aveva più obiettivi strategici: costringere l'Italia a uscire dalla guerra, aprire un nuovo fronte che distrasse risorse tedesche dal Nordafrica e dall'Europa orientale, e creare basi per future operazioni verso il cuore dell'Europa. La caduta del governo di Benito Mussolini il 25 luglio 1943 e la successiva trattativa per l'armistizio resero la situazione politica italiana instabile: l'armistizio di Cassibile fu firmato il 3 settembre 1943 e reso pubblico l'8 settembre, alterando profondamente l'equilibrio militare nella penisola.

Forze in campo e comando tedesco

Gli alleati schierarono forze britanniche, statunitensi e del Commonwealth sotto il 15° Gruppo d'Armate di Alexander; tra i comandanti più rilevanti figuravano il tenente generale Mark Clark (Quinta Armata) e il generale Bernard Montgomery (Ottava Armata). Sul fronte tedesco il comando operativo in Italia fu assunto dal feldmaresciallo Albert Kesselring, che organizzò una rapida presa di controllo delle principali vie di comunicazione e delle linee difensive per impedire la rapida avanzata alleata.

Le principali operazioni

Le operazioni anfibie e terrestri furono coordinate tra loro, ma si svolsero in momenti e luoghi differenti:

  • Operazione Baytown (3 settembre 1943) – lo sbarco della British Eighth Army in Calabria, volto a creare pressione sul versante meridionale e avviare un avanzamento verso nord attraverso la penisola.
  • Operazione Avalanche (9 settembre 1943) – lo sbarco principale alle porte di Salerno, sulla costa tirrenica; qui le forze alleate incontrarono una resistenza tedesca più organizzata e subirono controffensive, ma riuscirono a stabilire e mantenere una testa di ponte grazie a supporto navale e rinforzi.
  • Operazione Slapstick (9 settembre 1943) – sbarco britannico a Taranto, utile per assicurare porti e vie di rifornimento sul basso Adriatico.

Reazione tedesca e conseguenze immediate

Alla notizia dell'armistizio i tedeschi attuarono l'Operation Achse, occupando rapidamente le principali città e disarmando molte unità italiane. In molte aree ciò portò a scontri con reparti italiani e alla formazione di nuclei di resistenza partigiana. A Salerno le forze tedesche lanciarono dure controffensive per tentare di respingere gli alleati in mare, ma la superiorità navale e aerea alleata, insieme alla capacità di inviare rinforzi, permise di consolidare il fronte.

La campagna e il difficile avanzamento verso nord

La geografia italiana — catene montuose come gli Appennini, numerosi fiumi e una rete stradale limitata — favorì la difesa tedesca. I tedeschi organizzarono una serie di linee difensive profonde, tra cui la famosa Linea Gustav, che rallentò l'avanzata alleata per molti mesi. La campagna si trasformò in una lunga serie di assalti e controassalti, con battaglie sanguinose come quelle per Montecassino e lo sbarco ad Anzio (Operazione Shingle) nel gennaio 1944, che ebbero l'obiettivo di aggirare le difese tedesche e accelerare la liberazione di Roma (avvenuta il 4 giugno 1944).

Impatto umano e materiale

La campagna d'Italia comportò ingenti perdite militari da entrambe le parti e pesanti sofferenze per la popolazione civile: evacuazioni, distruzioni di infrastrutture, fame e repressioni. Parallelamente la resistenza partigiana crebbe, svolgendo un ruolo importante nella raccolta di informazioni, nell'ostacolare le comunicazioni tedesche e nel sostenere le forze alleate.

Significato strategico

Pur non essendo la via più rapida per vincere la guerra in Europa, la campagna d'Italia obbligò la Germania a impegnare forze significative sul fronte meridionale, contribuì allo sgretolamento dell'alleanza italo-tedesca dopo l'armistizio e permise agli Alleati di stabilire basi operative nel Mediterraneo per le fasi successive della guerra. La campagna fu lunga e costosa, ma fu anche teatro di importanti sperimentazioni tattiche e dimostrò la complessità di condurre operazioni congiunte anfibie, terrestri e aeree in terreno montagnoso e urbano.