"Dandy Don" Meredith (10 aprile 1938 - 6 dicembre 2010) è stato un giocatore di football americano. Era nato a Mount Vernon, Texas (circa 100 miglia a est di Dallas). Dopo aver giocato a livello universitario alla Southern Methodist University (SMU), Meredith fu il quarterback dei Dallas Cowboys dal 1960 al 1968, stagione dopo stagione contribuendo a trasformare una giovane franchigia in una realtà competitiva della NFL.
Carriera professionistica
Durante gli anni con i Cowboys, Meredith si distinse per il suo talento sul campo e per la personalità carismatica, diventando uno dei primi volti riconoscibili della squadra. Pur non essendo sempre tra i leader statistici della lega, la sua presenza e il suo stile di gioco rimasero fondamentali per l’affermazione dei Cowboys negli anni ’60.
Dal campo alla televisione
Nel 1970 Meredith intraprese la carriera di commentatore e diventa un volto noto del grande pubblico quando si unì alla troupe del Monday Night Football. La sua esperienza da giocatore, unita a un linguaggio colloquiale, battute e osservazioni pungenti, lo resero subito popolare; contribuì a definire il ruolo del commentatore sportivo moderno, capace di alternare analisi tecnica e intrattenimento. In televisione lavorò a fianco di colleghi di grande notorietà, portando spesso il suo umorismo e la sua schiettezza nelle telecronache.
Stile e personalità
Meredith era conosciuto come personaggio affabile e spontaneo, capace di creare momenti memorabili sia sul campo sia in trasmissione. Il suo soprannome, "Dandy Don", rifletteva l’immagine di un atleta elegante e sicuro di sé, dotato di un forte carisma che lo rese amato dai tifosi e rispettato dagli avversari.
Vita privata, riconoscimenti e morte
Dopo l’attività agonistica e gli anni in televisione, Meredith continuò a essere presente nel mondo del football attraverso apparizioni pubbliche e partecipazioni a eventi legati ai Cowboys. È ricordato come una figura che ha contribuito a popolarizzare il football americano in televisione. Morì a Santa Fe, New Mexico, a causa di un'emorragia cerebrale. Aveva 72 anni.
Eredità: Don Meredith rimane una delle figure più iconiche degli anni formativi dei Dallas Cowboys e un pioniere del linguaggio televisivo sportivo, capace di avvicinare al gioco anche chi non lo seguiva abitualmente.