Il calendario giuliano, proposto da Giulio Cesare nel 46 a.C. (708 AUC), fu una riforma del calendario romano. Fu usato per la prima volta il 1º gennaio 45 a.C. Fu il calendario principale nella maggior parte del mondo, fino a quando Papa GregorioXIII lo sostituì con il calendario gregoriano il 4 ottobre 1582.

Durante il 20° e 21° secolo, la data secondo il calendario giuliano è 13 giorni indietro rispetto alla data gregoriana.

Origini e motivazioni della riforma

La riforma fu decisa per risolvere i gravi problemi accumulate dal precedente calendario romano, che era basato su cicli lunari e su interventi arbitrari dei sacerdoti per l'aggiunta di mesi intercalari. Cesare, su consiglio di astronomi come Sosigene di Alessandria, adottò un calendario solare basato su un anno di 365 giorni e un quarto, più vicino all'anno tropicale reale rispetto al sistema precedente. L'obiettivo era avere un calendario prevedibile e stabile per l'amministrazione, l'agricoltura e le festività.

La riforma di Cesare: struttura dell'anno

  • Anno civile di 365 giorni con un giorno bisestile aggiunto ogni 4 anni (media 365,25 giorni).
  • Ridefinizione della durata dei mesi per raggiungere la distribuzione dei giorni: la struttura dei mesi fu organizzata in modo molto simile a quella attuale (gennaio, febbraio, marzo, ecc.).
  • Il primo giorno dell'anno fu fissato al 1º gennaio: prima del cambiamento, l'inizio dell'anno poteva variare.

Il primo anno di applicazione fu il 45 a.C. (1º gennaio 45 a.C.), ma per riallineare il calendario con le stagioni fu necessario rendere quell'anno eccezionalmente lungo: l'anno 46 a.C. è noto come annus confusionis ed ebbe 445 giorni (spesso citato come 445 giorni) per compensare gli sfasamenti preesistenti.

Il giorno bisestile (bissextum)

Nel calendario giuliano la regola pratica per gli anni bisestili è semplice: tutti gli anni divisibili per 4 sono bisestili. Nella pratica romana il giorno aggiuntivo non veniva chiamato 29 febbraio come oggi, bensì si inseriva un giorno duplicando il 24 febbraio — il cosiddetto dies bissextus (da cui viene il termine "bisestile").

Dopo la morte di Cesare vi fu però un errore di applicazione: i pontefici, contando inclusivamente, aggiunsero il giorno ogni tre anni invece che ogni quattro. L'errore fu corretto dall'imperatore Augusto intorno all'8 d.C., ordinando di saltare qualche inserimento per tornare alla regola quinquennale corretta (ogni quattro anni).

Diffusione e uso storico

  • Il calendario giuliano divenne lo standard nell'Impero Romano e, con la diffusione della Cristianità, rimase in uso in gran parte dell'Europa e dei territori collegati per molti secoli.
  • Nel 1582 Papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano per correggere l'accumulo d'errore rispetto all'anno tropico: in quel momento lo scarto era di 10 giorni, per cui si passò dal 4 ottobre 1582 al 15 ottobre 1582.
  • L'adozione del calendario gregoriano avvenne gradualmente: i paesi cattolici lo adottarono subito, mentre molti stati protestanti e ortodossi lo fecero solo decenni o secoli dopo. Alcune Chiese ortodosse mantengono tuttora l'uso del calendario giuliano per le feste liturgiche.

Principali differenze col calendario gregoriano

  • Regola degli anni bisestili: nel giuliano: ogni anno divisibile per 4 è bisestile. Nel gregoriano: gli anni divisibili per 4 sono bisestili, ma gli anni secolari (divisibili per 100) non sono bisestili a meno che non siano divisibili anche per 400 (es. 1700, 1800, 1900 non bisestili nel gregoriano; 2000 è bisestile).
  • Errore accumulato: il calendario giuliano sovrastima l'anno tropico di circa 0,0078 giorni all'anno (≈11 minuti 14 secondi), quindi accumula un giorno di errore ogni ~128 anni. Il gregoriano corregge questo accumulo, con una media di 365,2425 giorni/anno.
  • Scarto attuale: nel XX e XXI secolo la differenza tra le date giuliana e gregoriana è di 13 giorni. Diventerà 14 giorni dopo il 28 febbraio 2100, perché il 2100 sarà bisestile nel calendario giuliano ma non in quello gregoriano.

Varianti e successivi aggiustamenti

Oltre al calendario gregoriano, nel XX secolo fu proposta anche una Revised Julian Calendar (calendario giuliano riformato, 1923) adottata da alcune Chiese ortodosse: essa allinea le date liturgiche al gregoriano per molti secoli a venire mediante una diversa regola per gli anni secolari.

Note pratiche

Oggi il calendario giuliano è principalmente di interesse storico e liturgico: viene utilizzato per scopi religiosi in alcune confessioni ortodosse e citato negli studi storici per datare eventi anteriori all'adozione universale del gregoriano. Per la maggior parte delle attività civili e scientifiche si usa il calendario gregoriano, più accurato rispetto al ciclo solare reale.