Miracoli di Gesù: definizione, esempi nella Bibbia e nel Corano

Scopri i miracoli di Gesù nella Bibbia e nel Corano: definizione, esempi (guarigioni, segni, risurrezione) e il loro significato spirituale.

Autore: Leandro Alegsa

I miracoli di Gesù sono eventi che, secondo la Bibbia e il Corano, Egli compì superando le normali capacità umane. In entrambe le tradizioni questi atti vengono attribuiti al potere e alla volontà di Dio: per i cristiani, come segni della sua identità e misericordia, e per i musulmani come miracoli concessi da Allah al profeta ʿĪsā (Gesù).

Definizione e scopo dei miracoli

Con il termine "miracolo" si intende generalmente un evento che non può essere spiegato interamente con leggi naturali note. Nei testi sacri i miracoli servono spesso a due scopi principali:

  • Dimostrare autorità e origine divina: i miracoli attestano che chi li compie opera per volontà di Dio.
  • Manifestare compassione e insegnamento: molti miracoli sono atti di guarigione o di liberazione che mostrano cura per i sofferenti e comunicano insegnamenti morali o teologici.

Esempi nei Vangeli sinottici

I Vangeli di Matteo, Marco e Luca raccontano numerosi episodi miracolosi. Le storie più frequenti riguardano la guarigione di malati — compresi ciechi, zoppi e sordi — e l'espulsione di demoni. In questi racconti Gesù afferma di avere autorità sui demoni e sulle forze della natura. Ecco alcuni esempi tipici riportati nei sinottici:

  • Guarigioni: la guarigione di paralitici, la restituzione della vista ai ciechi (es. Bartimeo), la cura di febbri e malattie croniche.
  • Esorcismi: persone liberate da influenze demoniache.
  • Controllo sulla natura: Gesù che calma una tempesta in mare o cammina sulle acque.
  • Prodigi di sostentamento: la moltiplicazione dei pani e dei pesci per sfamare migliaia di persone.
  • Riscosse dalla morte: risuscitazioni come quella della figlia di Giairo.
  • Segni simbolici: far appassire un fico o altri gesti carichi di significato spirituale.

I "segni" nel Vangelo di Giovanni

Nel Vangelo di Giovanni alcuni miracoli sono chiamati "segni" e il loro racconto è orientato a far comprendere qualcosa sulla natura e sul potere di Gesù, più che a presentare una lista di prodigi. Giovanni si concentra su sette segni che, secondo l'autore, rivelano progressivamente chi è Gesù e il rapporto tra lui e il Padre.

Natività e risurrezione

Due tra gli eventi più centrali per la fede cristiana sono la nascita della Vergine di Gesù — l'immacolata concezione e la nascita verginale — e la risurrezione. La nascita verginale è menzionata anche nel Corano, che riconosce la nascita miracolosa di ʿĪsā; invece la risurrezione di Gesù dopo la crocifissione è un punto centrale della dottrina cristiana e non trova corrispondenza nella narrazione coranica.

I miracoli attribuiti a Gesù nel Corano

Nel Corano Gesù (ʿĪsā) è presentato come un profeta a cui furono concessi segni miracolosi da parte di Allah. Tra i miracoli coranici più noti sono ricordati:

  • Parlare dalla culla: un segno della sua missione profetica già nei primi giorni di vita.
  • Modellare un uccello di argilla e infondere vita: compiere un’opera straordinaria per mostrare il potere divino.
  • Fare scendere una tavola imbandita dal cielo: come segno per i discepoli e la comunità.
  • Guarigioni e resurrezioni: guarire malati e ridare vita ai morti, sempre però per disposizione e potere divino.

Nella prospettiva islamica, questi miracoli sottolineano il ruolo di ʿĪsā come messaggero di Allah, distinto dalla natura divina che nella teologia cristiana viene attribuita a Gesù stesso.

Interpretazioni teologiche e storiche

Le comunità religiose e gli studiosi offrono interpretazioni diverse dei miracoli:

  • Prospettiva di fede: per molti cristiani e musulmani i miracoli sono eventi reali e storici che confermano la rivelazione divina e la missione di Gesù.
  • Prospettiva simbolica o teologica: alcuni esegeti vedono nei racconti miracolosi elementi fortemente simbolici, utili a comunicare verità spirituali più che descrivere eventi con rigorosa cronologia storica.
  • Metodo storico-critico e scetticismo: numerosi storici e critici testuali mettono in relazione i racconti con contesti culturali, redazionali e teologici delle prime comunità cristiane e musulmane, valutandone l'intento religioso più che l'oggettività fattuale.

Miracoli oggi: devozione, guarigioni e criteri

Nel corso dei secoli molti fedeli hanno riferito esperienze di guarigione attribuite all'intercessione di Gesù. I cattolici in particolare raccolgono e verificano numerosi casi, soprattutto in procedimenti di canonizzazione dei santi: la Chiesa richiede che guarigioni contestate come miracolose siano immediate, durature e inspiegabili alla luce della scienza medica contemporanea. Luoghi come Lourdes, per esempio, sono centri famosi di pellegrinaggio dove si chiedono grazie di guarigione. Altre comunità cristiane — in particolare movimenti carismatici — testimoniano ancora oggi esperienze di miracoli e guarigioni durante riunioni di preghiera. Vi è però anche una corrente teologica, detta "cessazionismo", che sostiene che i miracoli straordinari si siano ridotti o cessati dopo l'epoca apostolica.

Questioni di autenticità e criteri di valutazione

Valutare un presunto miracolo implica considerazioni mediche, storiche e teologiche. Le istituzioni religiose hanno procedure differenti per accertarne la natura: spesso si richiede documentazione clinica, testimonianze dirette e l'esclusione di spiegazioni naturali plausibili. I ricercatori esterni applicano invece metodi storici e scientifici per valutare fonti, contesti e possibili spiegazioni alternative.

Conclusione

I miracoli attribuiti a Gesù occupano un posto centrale sia nel cattolicesimo e nelle tradizioni cristiane in generale, sia nell' Islam. Essi sono letti come segni della relazione tra il divino e l'umano, ma la loro interpretazione varia: per alcuni sono eventi storici e soprannaturali, per altri racconti ricchi di significato teologico, e per altri ancora materiali su cui applicare critica storica e scientifica. In ogni caso continuano a essere oggetto di devozione, studio e dibattito.

 Cristo cammina sull'acqua, di Ivan Aivazovsky, 1888.Zoom
Cristo cammina sull'acqua, di Ivan Aivazovsky, 1888.

Domande e risposte

D: Quali sono i miracoli di Gesù?


R: I miracoli di Gesù sono cose che la Bibbia e la Corano dicono che Gesù ha fatto che un essere umano non può fare normalmente. Tra questi vi sono la guarigione di malati, ciechi, storpi o sordi, l'arresto di una tempesta in mare, il camminare sull'acqua, l'uccisione di un albero, il parlare dalla culla, il riportare in vita un uccello di argilla, il portare una tavola di cibo dal cielo e il riportare in vita alcuni morti.

Domanda.
R: Gli aderenti al Cristianesimo e all'Islam credono che Gesù abbia compiuto questi miracoli con il potere di Dio.

D: Nei Vangeli ci sono testimonianze di Gesù che compie miracoli?


R: Sì, i Vangeli di Matteo, Marco e Luca contengono molti resoconti di Gesù che compie miracoli.

D: I nemici di Gesù gli chiesero di compiere miracoli per dimostrare il suo potere soprannaturale?


R: Sì, i nemici di Gesù gli chiesero di fare dei miracoli per dimostrare il suo potere soprannaturale, ma lui rifiutò. Faceva questi atti solo come segni per i suoi seguaci, per insegnare loro qualcosa sul suo potere.

D: La Corano menziona qualche miracolo particolare compiuto da Gesù?


R: Sì, secondo il Corano, Gesù parlò nella sua culla, fece rivivere un uccello di argilla e fece scendere dal cielo una tavola piena di cibo.

D: Pensa che miracoli simili avvengano ancora oggi?


R: Alcuni cristiani credono che Gesù li abbia guariti o abbia sperimentato altri eventi miracolosi durante le grandi riunioni cristiane, mentre altri credono che tali eventi si siano verificati solo quando Lui era sulla terra e non si verifichino più oggi.


Cerca nell'enciclopedia
AlegsaOnline.com - 2020 / 2025 - License CC3