Bes era l'antico dio egizio della protezione delle donne incinte, dei neonati e della famiglia. Era rappresentato come un nano dal volto grottesco che indossava una pelle di leone e aveva un aspetto minaccioso per gli spiriti maligni. Sebbene fosse parte integrante della religiosità popolare egizia, Bes non sembra essere di origine esclusivamente egiziana: la sua figura e alcune sue caratteristiche rimandano a divinità e tradizioni diffuse in altre regioni dell'Africa, come il Nubia e il Sudan.

Iconografia e attributi

Bes è quasi sempre raffigurato a figura intera o come piccolo idolo portatile. Ha un volto frontalmente rappresentato, il che è insolito nell'arte egizia classica, con bocca spalancata, lingua fuori e spesso una barba corta. Indossa frequentemente una pelle di leone che lo caratterizza come protettore ferino; in alcune raffigurazioni tiene un sonaglio, un tamburello o strumenti musicali, e compare in pose danzanti. La sua immagine era pensata per spaventare e confondere gli spiriti maligni: la smorfia, il gesto minaccioso e la musica contribuivano a questo effetto protettivo.

Funzione protettiva e riti legati al parto

Nel contesto del parto Bes aveva un ruolo centrale nella protezione della madre e del neonato. Per scacciare i demoni durante il parto, Bes danzava intorno alla stanza, agitando il suo sonaglio e emettendo grida e suoni per tenere lontane le forze maligne che avrebbero potuto lanciare una maledizione sul bambino. Dopo la nascita del bambino, la sua presenza simbolica rimaneva accanto al piccolo per proteggerlo dai pericoli e dalle malattie. Quando un bambino rideva o sorrideva senza motivo, gli egiziani credevano che Bes fosse da qualche parte nella stanza a fare facce buffe per rallegrare e proteggere il neonato.

Culto domestico, amuleti e oggetti

La devozione a Bes era soprattutto domestica: statuette, amuleti, specchi, pettini, culle decorate e mobili spesso riportavano la sua effigie. Le madri e i neonati indossavano amuleti con la sua immagine per assicurarsi protezione quotidiana. Bes compare anche su oggetti d'uso comune e su ceramiche, oltre che su oggetti di ornamento personale; la sua figura era tra le più popolari nelle case egizie, specialmente durante il periodo tardo e in epoca greco-romana, quando il suo culto si diffuse ancora di più e si diffuse anche nel bacino del Mediterraneo.

Origine del nome e collegamenti culturali

Il suo nome sembra essere collegato ad una parola nubiana per gatto, besa, che letteralmente significa protettore. Gli egiziani tenevano i gatti per attaccare i serpenti e le creature che potevano rovinare i raccolti, come i topi, e quindi Bes era naturalmente individuato come degno di culto in Egitto. È probabile che il concetto di protettore domestico e la forma iconografica di Bes siano il risultato di contatti culturali tra l'Egitto e le popolazioni africane meridionali o del mar Rosso.

Relazioni con altre divinità

Bes non era l'unico protettore della nascita: figure femminili come la dea ippopotamo Taweret svolgevano ruoli simili. Spesso Bes veniva associato a divinità della gioia, della musica e della fertilità, e talvolta aveva una controparte femminile chiamata Beset. La sua funzione era meno cerimoniale e più pratica e quotidiana rispetto alle grandi divinità del pantheon ufficiale: era il guardiano della casa, del sonno, della nascita e della vita familiare.

Per la sua efficacia simbolica e la personalità appariscente, Bes è rimasto una delle figure più amate e riconoscibili dell'immaginario antico egizio, la cui popolarità supera spesso quella di numi più “ufficiali” nella vita quotidiana delle famiglie.