Josephoartigasia è un genere estinto di roditore gigante del Pliocene, conosciuto per l'enorme dimensione del suo cranio rispetto agli altri roditori. È imparentato con il pacarana vivente e sembra appartenere al gruppo dei dinomidi, la stessa grande radiazione di roditori a cui oggi appartiene il pacarana. Il genere comprende la specie più famosa, Josephoartigasia monesi, descritta a partire da resti cranici ritrovati in depositi del Sud America.

Gli esemplari ricostruiti ricordano l'aspetto di giganteschi pacarana o di capibara molto grandi, fino a dimensioni paragonabili a quelle di una mucca: le prime ricostruzioni diffuse hanno suggerito masse corporee molto elevate. Tuttavia, il dottor Virginie Millien, della McGill University di Montreal, ha osservato che i modelli matematici originariamente utilizzati per calcolare la massa del roditore a partire dal suo cranio hanno probabilmente sovrastimato le dimensioni del corpo. Revisioni successive e approcci diversi hanno proposto stime più conservative, per quanto rimanga una notevole incertezza sulle dimensioni reali.

Il cranio di Josephoartigasia è molto robusto e caratterizzato da incisivi anteriori estremamente grandi e sporgenti. Analisi morfologiche e studi biomeccanici recenti indicano che questi grandi incisivi potevano essere utilizzati non solo per masticare materiali vegetali duri, ma anche come arma difensiva o strumento per attività come lo scavo o la manipolazione di rami e cortecce. Un recente rapporto ha detto che aveva grandi denti anteriori, che potrebbe aver usato per la difesa.

I fossili di Josephoartigasia provengono principalmente da depositi plio-pleistocenici del Sud America, in particolare dell'area uruguaiana, e documentano come in quell'epoca i roditori avessero sperimentato forme di grande taglia in ambienti con abbondante vegetazione. L'ecologia esatta rimane però in parte ipotetica: molti autori propongono che questi animali fossero erbivori specializzati in vegetazione resistente, con uno stile di vita probabilmente simile a quello dei grandi erbivori terrestri moderni ma su scala rodentiforme.

La conoscenza di Josephoartigasia continua a essere aggiornata: nuovi ritrovamenti, analisi morfometriche più sofisticate e metodi biomeccanici (come l'analisi agli elementi finiti) stanno permettendo di affinare le stime di massa, la ricostruzione della muscolatura del cranio e le ipotesi sul comportamento. In definitiva, Josephoartigasia rimane uno dei più affascinanti esempi di gigantismo nei roditori e un tassello importante per comprendere la fauna del Sud America nel Pliocene.