Samiraa al-Nuaimi era un avvocato. Secondo il Gulf Centre For Human Rights, ha lavorato sui diritti dei detenuti e sulla povertà. Ha lavorato come volontaria per i diritti delle donne. Era una delle principali attiviste in Iraq, specialmente nella difesa delle persone in prigione, e nell'aiutare le famiglie con pochi soldi.
Samira viveva nella parte nord-est di Mosul con suo marito e tre figli. Il 17 settembre 2014, quando era a casa con il marito e i figli, il gruppo ISIL ha preso Samira da casa sua. Hanno detto che era colpevole di apotasia secondo la legge della Sharia. L'hanno torturata per 5 giorni. Poi l'hanno uccisa. Zeid Ra'ad al-Hussein, il commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha detto che alla sua famiglia non è stato permesso di farle un funerale.
La Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Iraq ha detto che è stata arrestata a causa dei suoi messaggi su Facebook. Ha postato critiche alla distruzione di luoghi religiosi da parte dell'ISIL a Mosul. Dopo la sua morte, la pagina Facebook è stata rimossa.