Tarsi sono primati tradizionalmente classificati tra i prosimici (non scimmie). Il nome deriva dalle lunghe ossa del tarso nei loro piedi, adattamento che consente salti potenti e precisi. Oggi i tarsi sono collocati, sulla base di studi filogenetici, vicino alle scimmie nell'albero evolutivo dei primati, pur mantenendo caratteristiche anatomiche molto peculiari.
Aspetto e adattamenti
I tarsi hanno occhi enormi proporzionati al corpo: ogni occhio è grande quanto il cervello e non può muoversi nelle orbite, quindi l'animale compensa ruotando la testa fino a quasi 180° per avere un ampio campo visivo. Le zampe posteriori sono molto allungate, con ossa del tarso particolarmente sviluppate, che permettono salti esplosivi tra i rami. Anche le dita sono affusolate e dotate di unghie adatte all'aggrappo; possiedono inoltre un artiglio da grooming su alcune dita per la toelettatura.
Habitat e distribuzione
Vivono prevalentemente sugli alberi (arboricoli) nelle foreste tropicali del Sud-est asiatico: isole come Borneo, Sulawesi, Sumatra e le Filippine ospitano diverse specie di tarsi. Prediligono la vegetazione con fitto intreccio di rami e liane, dove possono compiere salti tra appoggi ravvicinati. Sono completamente notturni, attivi soprattutto nelle ore crepuscolari e notturne.
Dieta e comportamento
I tarsi sono gli unici primati completamente carnivori: si nutrono quasi esclusivamente di carne. Mangiano principalmente insetti, ma nella loro dieta entrano anche piccoli vertebrati come lucertole, uccelli, serpenti e occasionalmente pipistrelli. Cacciano sfruttando l'abilità di «clinging and leaping» (agganciarsi verticalmente al tronco e saltare), catturando prede in movimento con salti rapidi e prese precise.
Sono animali generalmente solitari o vivono in piccoli gruppi familiari; alcune specie formano coppie stabili con territori difesi. Comunicano con vocalizzazioni che possono includere frequenze molto alte (anche ultrasoniche), oltre a segnali olfattivi e postura corporea.
Riproduzione
La riproduzione varia tra le specie, ma in genere la femmina partorisce un solo piccolo per volta. I neonati nascono relativamente sviluppati (precoci): sono capaci di aggrapparsi e, in breve tempo, di seguire i genitori. La durata della gestazione è piuttosto lunga rispetto alle dimensioni del corpo (intorno ai sei mesi in molte specie) e il tasso riproduttivo tende a essere basso.
Conservazione
Molte specie di tarsi sono minacciate dalla perdita e frammentazione dell'habitat dovute a deforestazione, conversione del suolo e attività antropiche. Anche la cattura per il commercio di animali esotici rappresenta un rischio. Poiché sono specie specializzate e sensibili ai cambiamenti ambientali, la conservazione delle foreste e programmi di tutela specifici sono fondamentali per garantirne la sopravvivenza.
I tarsi sono un esempio affascinante di adattamento evolutivo: primati notturni, arboricoli e carnivori con caratteristiche uniche che li distinguono chiaramente da altri primati. La conoscenza delle loro abitudini e la protezione del loro habitat sono essenziali per preservare queste specie singolari.



