Edward Teach (1680 - 22 novembre 1718) era un pirata, spesso chiamato "Barbanera il Pirata". (Non è chiaro quale fosse il suo vero nome; alcuni storici pensano che il suo cognome possa essere stato davvero Thatch). Attaccò le navi nei Caraibi e nelle colonie americane. La sua nave ammiraglia era la nave schiava francese La Concorde, catturata e ribattezzata da Barbanera "La Vendetta della Regina Anna". Verso il 1718 si incagliò vicino a Beaufort Inlet, nel North Carolina, e fu abbandonata.
Barbanera spesso combatteva indossando un grande cappello di tricorno piumato, e con un sacco di spade, coltelli e pistole. Alcune immagini lo mostrano con fiammiferi di corda accesi intrecciati nella sua enorme barba nera durante la battaglia. I fiammiferi bruciavano lentamente e davano molto fumo. Erano concepiti per farlo sembrare spaventoso. Probabilmente l'idea gli venne dal vedere che la corda accesa veniva usata per accendere la polvere da sparo nei cannoni e nelle pistole. (Queste pistole vecchio stile erano chiamate fiammiferi, più tardi una pietra focaia fu usata per fare scintille, queste erano chiamate pistole a pietra focaia). Nessuno sa quante mogli avesse Barbanera. Il libro A General History of the Pyrates dice che aveva ben quattordici mogli, ma non era legalmente sposato con la maggior parte di loro.
Origini e identità
Le informazioni sulla giovinezza di Edward Teach sono scarse e in parte contraddittorie. La data di nascita 1680 è approssimativa; non esistono registrazioni certe sul luogo di nascita. Il nome storico più conosciuto è "Teach", ma alcune fonti ottocentesche riportano varianti come "Thatch" o "Thack". È probabile che, prima di dedicarsi alla pirateria, abbia acquisito esperienza come corsaro durante la guerra di successione spagnola (inizio del XVIII secolo), periodo in cui molti marinai passarono dal servizio privato alla pirateria.
La Queen Anne's Revenge e le imprese
Nell'autunno del 1717 Barbanera catturò la La Concorde, una nave schiava francese, e la trasformò nella sua ammiraglia, nota in inglese come Queen Anne's Revenge (qui citata come "La Vendetta della Regina Anna"). La nave venne armata con numerosi cannoni e divenne la base delle sue operazioni nei Caraibi e lungo la costa orientale delle colonie americane. Le stime moderne collocano l'equipaggio tra le poche decine e qualche centinaio di uomini e l'armamento fino a una quarantina di cannoni, ma i numeri esatti variano a seconda delle fonti.
Nel 1718 Barbanera assunse un ruolo aggressivo anche lungo le coste coloniali del Nord America: tra le sue azioni più famose c'è il blocco del porto di Charleston (maggio 1718), durante il quale costrinse la città a pagare e rilasciò prigionieri dopo trattative. In seguito la sua ammiraglia si incagliò e fu abbandonata vicino a Beaufort Inlet (nel North Carolina), evento che segnò un cambiamento nelle sue fortune.
Tattiche, aspetto e mito
Gran parte della fama di Barbanera deriva dal suo aspetto e dall'uso calcolato della paura come arma psicologica. Indossava spesso un grande cappello di tricorno, portava molte armi addosso e, secondo racconti coevi e posteriori, intrecciava nella barba stoppini o fiammiferi accesi per creare fumo e terrore durante gli abbordaggi. Questa immagine, amplificata dalla stampa e da opere come A General History of the Pyrates, contribuì a trasformarlo in un personaggio quasi leggendario.
Molte delle storie su Barbanera sono difficili da verificare: resoconti contemporanei e romanzi successivi mescolarono fatti, esagerazioni e invenzioni. Ad esempio la cifra di "quattordici mogli" proviene proprio da racconti popolari e non da documenti ufficiali.
Cattura e morte
Dopo il periodo di relativa impunità Barbanera tornò a essere bersaglio delle autorità coloniali e della Royal Navy. Nel novembre 1718 una spedizione navale inglese guidata dal tenente Robert Maynard (mandata dal governatore della Virginia) intercettò Barbanera presso Ocracoke Inlet (North Carolina). Nel corso dello scontro, esploso il 22 novembre 1718, Barbanera fu ucciso dopo un combattimento ravvicinato; secondo i resoconti dell'epoca la sua morte fu cruenta e la testa del pirata fu affissa sul bompresso della nave di Maynard come prova della sua uccisione.
Eredità
Barbanera divenne il simbolo del pirata «classico» nell'immaginario popolare e la sua figura ha ispirato innumerevoli opere di narrativa, cinema e cultura popolare. Il libro A General History of the Pyrates (pubblicato nei primi anni del XVIII secolo e attribuito a "Captain Charles Johnson") ebbe un ruolo decisivo nella diffusione della sua leggenda; oggi gli storici cercano di distinguere i fatti documentati dalle esagerazioni letterarie.
Oggi Barbanera è ricordato tanto per le imprese reali quanto per il mito che ha generato: una figura complessa, frutto di episodi storici, gesta marinare e successive rielaborazioni narrative.
Note sulla storia
- Molti dettagli della vita di Barbanera restano incerti per la scarsità di documentazione primaria: ciò rende necessaria cautela nel separare fatti storici da dicerie e invenzioni successive.
- La ricerca storica moderna continua a riesaminare fonti d'archivio e resoconti contemporanei per ricostruire con maggior rigore la vicenda del celebre pirata.


