Irish Home Rule era la proposta politica per dare all'Irlanda un governo autonomo interno pur rimanendo parte del Regno Unito. In pratica si trattava di uno statuto di devoluzione: competenze legislative e amministrative trasferite a un parlamento irlandese, mentre alcune materie (come politica estera e difesa) sarebbero rimaste sotto il controllo di Londra. Fino al 1920 l'isola era governata direttamente dal governo britannico.
I progetti di legge e i principali sostenitori
I tentativi di introdurre l'Home Rule in modo formale andarono avanti per decenni sotto forma di disegni di legge presentati al parlamento britannico. Il movimento trovò un importante sostegno nei ranghi del Partito liberale, guidato dal primo ministro William Gladstone, che propose il primo disegno di legge nel 1886. Quel disegno non ottenne la maggioranza alla Camera dei Comuni. Un secondo progetto, del 1893, fu approvato dalla Camera dei Comuni ma fu bloccato dalla Camera dei Lord. Il terzo grande tentativo, introdotto nel 1912, riuscì anch'esso a passare alla Camera dei Comuni grazie all'intervento del Parlamento Act del 1911 (che limitava il potere di veto dei Lord), ma incontrò forte opposizione e il suo effetto fu sospeso dall'inizio della Prima guerra mondiale.
Opposizione e la crisi dell'Ulster
Al progetto di Home Rule si contrapponeva una parte consistente della popolazione protestante e unionista, specialmente nell'Ulster settentrionale. Nel 1912 i sindacalisti dell'Ulster organizzarono l'Ulster Covenant (un documento di protesta firmato da centinaia di migliaia di persone) e costituirono un'organizzazione armata, gli Ulster Volunteers, per opporsi all'introduzione dell'Home Rule nell'isola. A loro si affiancarono figure politiche come Edward Carson e altri leader unionisti che temevano la perdita di legami con la Gran Bretagna e la marginalizzazione delle comunità protestanti.
Divisioni nel nazionalismo e la radicalizzazione
Tra i nazionalisti irlandesi invece c'erano differenze di obiettivi. Molti sostenitori dell'Home Rule — in particolare i membri dell'Irish Parliamentary Party — volevano un Parlamento autonomo all'interno dell'impero. Altri ritenevano che questo non fosse sufficiente: la maggioranza del partito Sinn Féin aspirava all'indipendenza completa dalla Gran Bretagna. Dopo la fallita insurrezione dell'Easter Rising del 1916 e la successiva repressione, il sostegno popolare si spostò rapidamente verso il Sinn Féin.
Dalla guerra d'indipendenza alla partizione
Nel dicembre 1918 il Sinn Féin ottenne una vittoria schiacciante nelle elezioni generali irlandesi e i suoi deputati rifiutarono di prendere posto al Westminster, costituendo invece a Dublino il proprio parlamento rivoluzionario, il Dáil Éireann, nel gennaio 1919. Da quel momento iniziò la Guerra d'Indipendenza irlandese (1919–1921) tra l'Esercito Repubblicano Irlandese e le forze britanniche. Nel frattempo il Parlamento britannico approvò il Government of Ireland Act 1920, che prevedeva due assemblee: una per l'Irlanda del Nord e una per l'Irlanda del Sud. Questa soluzione era, di fatto, una forma di Home Rule decentrata e portò alla partizione dell'isola. Il parlamento previsto per l'Irlanda del Sud però non si riunì mai per volontà dei nazionalisti e per la continuazione del conflitto.
Trattato anglo-irlandese e creazione dello Stato Libero
La guerra si concluse con il trattato anglo-irlandese firmato nel dicembre 1921. Il trattato istituì lo Stato Libero Irlandese, un dominion autonomo all'interno dell'Impero britannico (con il re come capo di stato), che entrò formalmente in funzione nel 1922. L'Irlanda del Nord esercitò l'opzione di rimanere nel Regno Unito, consolidando così la divisione tra Nord e Sud. Nel corso dei decenni successivi lo Stato Libero si trasformò gradualmente: la Costituzione del 1937 e la dichiarazione della Repubblica nel 1949 completarono il processo di piena indipendenza per la maggior parte dell'isola (esclusa l'Irlanda del Nord).
Significato e eredità
- Il movimento per l'Home Rule rappresenta il passaggio dalla richiesta di semplice autonomia legislativa a un più ampio movimento nazionalista per l'indipendenza.
- Le controversie sull'Home Rule accelerarono la polarizzazione tra nazionalisti e unionisti, portarono alla militarizzazione di alcune fazioni e contribuirono alla partizione dell'isola.
- Molte questioni aperte dall'epoca dell'Home Rule — identità nazionale, confini, diritti delle minoranze — influenzarono la politica irlandese e britannica per tutto il XX secolo e hanno avuto impatti duraturi, fino agli accordi del fine secolo (come l'Accordo del Venerdì Santo del 1998).
In sintesi, l'Irish Home Rule fu sia una proposta concreta di devoluzione amministrativa sia un punto di svolta nella storia moderna irlandese: da un lato tentò di conciliare autonomia e legami con la Gran Bretagna, dall'altro fu superato dagli eventi che portarono all'indipendenza e alla divisione dell'isola.