Conoscenza dei risultati è un termine della psicologia dell'apprendimento. p619 Un dizionario di psicologia lo definisce come feedback di informazioni:
"(a) a un soggetto sulla correttezza delle [loro] risposte; (b) a uno studente sul successo o il fallimento nella padronanza del materiale, o (c) a un cliente in psicoterapia sul progresso".
Il termine descrive la situazione in cui un soggetto riceve informazioni che lo aiutano a modificare il comportamento in modo auspicabile o ad acquisire comprensione. Un esempio primitivo è evitare un comportamento dopo la punizione; un esempio più complesso è il modo in cui una persona può migliorare la comprensione e la prestazione dopo che un insegnante ha spiegato cosa non andava nel tentativo precedente. In tutti i casi, l'informazione ricevuta serve a valutare la soddisfazione o meno dell'azione rispetto a uno scopo o a uno standard.
Termini correlati e differenze
Ci sono diversi termini simili in psicologia, ma tutti presentano specificità e limiti che vale la pena tenere presenti:
- KCR: significa "conoscenza dei risultati corretti", il che implica che c'è sempre un risultato specifico corretto.
- Condizionamento e rinforzo dell'operatore: ciò implica un approccio comportamentista che utilizza "programmi di rinforzo" per "modellare il comportamento".
- Feedback: questo è un termine più generale, forse troppo generico. Viene spesso usato per il modo in cui i sistemi si adattano ai limiti preimpostati. Il "governatore" Watt che controllava le macchine a vapore è un classico esempio.
Quindi, conoscenza dei risultati, o a volte conoscenza immediata dei risultati, è un termine utile. Può essere usato per qualsiasi apprendimento in cui uno studente (o qualsiasi animale) ottiene informazioni dopo l'azione. L'informazione riguarda la soddisfazione dell'azione.
Ruolo e funzioni della conoscenza dei risultati
La conoscenza dei risultati svolge più funzioni nell'apprendimento e nella modifica del comportamento:
- Informativa: chiarisce se l'azione compiuta ha raggiunto l'obiettivo previsto.
- Motivazionale: può rinforzare la volontà di proseguire o indurre a cambiare strategia.
- Regolativa: permette di correggere errori, sperimentare alternative e ottimizzare le prestazioni.
- Di consolidamento: favorisce la memorizzazione e la strutturazione delle conoscenze attraverso la pratica corretta e la correzione degli errori.
Tipologie di feedback e loro effetti
Il feedback può variare in diverse dimensioni che ne influenzano l'efficacia:
- Tempistica: immediato (fornito subito dopo l'azione) versus ritardato (posticipato). Il feedback immediato è utile per correggere errori nelle fasi iniziali dell'apprendimento; quello ritardato può favorire l'elaborazione e l'autovalutazione.
- Contenuto: informativo (spiega cosa e perché) versus valutativo (solo giudizio, es. "giusto"/"sbagliato"). Il feedback che indica cosa correggere e suggerisce come farlo è generalmente più efficace.
- Modalità: verbale, scritta, visiva o comportamentale. Diverse modalità possono essere combinate a seconda dell'età, del compito e del contesto.
- Specificità: feedback generale ("ottimo") rispetto a feedback specifico ("hai sbagliato l'argomentazione nel secondo punto perché..."). La specificità facilita miglioramenti mirati.
Condizioni per un feedback efficace
Per essere utile, la conoscenza dei risultati dovrebbe rispettare alcune condizioni pratiche:
- Essere chiara e comprensibile per il ricevente.
- Essere tempestiva: arrivare in un lasso di tempo compatibile con la possibilità di applicare la correzione.
- Essere focalizzata sugli aspetti migliorabili e inserita in un contesto di supporto, evitando solo punizioni o critiche non costruttive.
- Favorire l'autonomia: dovrebbe aiutare il ricevente a sviluppare strategie autonome di monitoraggio e correzione.
Applicazioni pratiche
La conoscenza dei risultati è centrale in contesti diversi:
- Istruzione: insegnanti e tutor usano feedback per guidare l'apprendimento, progettare esercizi e valutare progressi.
- Riabilitazione e terapia: terapeuti forniscono feedback ai clienti per monitorare il cambiamento e adattare gli interventi.
- Sport e coaching: allenatori forniscono informazioni tecniche su prestazioni e tattiche per migliorare abilità motorie e strategiche.
- Apprendimento automatico e interazione uomo-macchina: concetti analoghi di feedback servono per addestrare sistemi e progettare interfacce più intuitive.
Ricerche e implicazioni teoriche
Numerosi studi in psicologia sperimentale, neuropsicologia e scienze dell'educazione hanno dimostrato che la qualità, la tempistica e il contenuto del feedback influenzano fortemente l'efficacia dell'apprendimento. Teorie diverse (comportamentiste, cognitive, costruttiviste) offrono prospettive complementari su come il feedback funziona: come rinforzo, come informazione che guida la ristrutturazione cognitiva o come stimolo per la riflessione metacognitiva.
Limiti e precauzioni
Non tutto il feedback è utile: giudizi vaghi, ripetuti senza indicazioni pratiche, o forniti in modo umiliante possono ridurre motivazione e autostima. Inoltre, in alcuni compiti complessi un eccesso di feedback immediato può impedire lo sviluppo di strategie autonome. È quindi importante calibrare il tipo e l'intensità del feedback sul livello e sulle necessità del soggetto.
Conclusioni
La conoscenza dei risultati è un concetto chiave per comprendere come le informazioni fornite dopo un'azione influenzino apprendimento, performance e cambiamento comportamentale. Sebbene termini affini (KCR, condizionamento, feedback in senso generale) mettano in luce aspetti diversi, il concetto resta utile perché sottolinea il ruolo informativo e regolativo delle informazioni post-azione. Un feedback ben progettato e somministrato con cura è uno strumento potente per favorire l'apprendimento efficace e sostenibile.