Nebulosa Tarantola (30 Doradus): definizione e caratteristiche

Scopri la Nebulosa Tarantola (30 Doradus): regione H II nella Grande Nube di Magellano, starburst superluminoso con ammassi massicci come NGC 2070 e R136.

Autore: Leandro Alegsa

La nebulosa Tarantola (nota anche come 30 Doradus) è una regione H II nella Grande Nube di Magellano (LMC). In origine si pensava fosse una stella, ma nel 1751 Lacaille riconobbe che si trattava di una nebulosa.

La nebulosa Tarantola ha una magnitudine apparente di 8. Considerando la sua distanza di 49 kpc (160.000 anni luce), questo è un oggetto estremamente luminoso. La sua luminosità è così grande che se fosse vicina alla Terra come la nebulosa di Orione, la nebulosa Tarantola getterebbe ombre.

È la regione di starburst più attiva conosciuta nel Gruppo Locale delle galassie. È anche una delle più grandi regioni di questo tipo nel Gruppo Locale con un diametro stimato di 200 pc.

30 Doradus ha al centro l'ammasso stellare NGC 2070 che comprende il gruppo di stelle noto come R136. Questo gruppo emette la maggior parte dell'energia che rende visibile la nebulosa. La massa stimata dell'ammasso è di 450.000 masse solari. In futuro potrebbe diventare un ammasso globulare.

Oltre alla NGC 2070, la nebulosa Tarantola ha altri ammassi stellari, tra cui il molto più vecchio Hodge 301. Le stelle più massicce di Hodge 301 sono già esplose in supernovae. La supernova più vicina osservata dall'invenzione del telescopio, la Supernova 1987A, si è verificata nella periferia della nebulosa Tarantola. I resti di molte altre supernovae sono difficili da rilevare nella nebulosità complessa.

Caratteristiche fisiche e attività di formazione stellare

La nebulosa Tarantola è una regione di intensa formazione stellare: nubi di gas e polvere vengono ionizzate dalle radiazioni ultravioletto delle numerose stelle massicce presenti, producendo una forte emissione soprattutto nelle righe di emissione dell'idrogeno (per esempio Hα). I venti stellari estremamente potenti e le esplosioni di supernova creano bolle, filamenti e cavità nel gas interstellare, riscaldando il mezzo e generando emissione anche nei raggi X e nelle onde radio.

Al centro, R136 ospita alcune delle stelle più massicce e luminose conosciute: stelle O, stelle Wolf–Rayet e oggetti con masse iniziali stimate a oltre 100–150 masse solari. Queste stelle dominano il bilancio energetico della regione e guidano il processo di feedback sul mezzo circostante, cioè l'interazione e la dispersione del gas che può sia inibire sia innescare ulteriore formazione stellare.

Dimensioni, massa e destino

  • Dimensione: il complesso ha un diametro di ordine centinaia di parsec; valori comunemente citati sono intorno a 200 pc.
  • Massa: la massa stellare dell'ammasso centrale NGC 2070 è stimata in alcune centinaia di migliaia di masse solari, rendendolo un esempio di young massive cluster (giovane ammasso massiccio).
  • Destino possibile: data l'alta massa e la concentrazione, NGC 2070 e R136 potrebbero evolvere in futuro fino a diventare strutture simili agli ammassi globulari, anche se la dinamica interna e la perdita di massa determineranno l'esito definitivo.

Osservazioni e importanza scientifica

La Tarantola è osservata su tutto lo spettro elettromagnetico: dagli infrarossi (per studiare il gas freddo e la polvere) all'ottico (per le righe di emissione), fino ai raggi X (per il gas caldo e i resti di supernova). Essendo nella Grande Nube di Magellano, è abbastanza vicina da permettere agli astronomi di risolvere singole stelle massicce e studiare la fisica della formazione stellare in condizioni di forte attività, fornendo un importante laboratorio per comprendere i processi di starburst anche in galassie più lontane.

Dal punto di vista storico e osservativo, la Tarantola è visibile soprattutto dall'emisfero australe con strumenti amatoriali e professionali. L'esempio della Supernova 1987A, avvenuta nella sua area periferica, ha permesso studi senza precedenti sull'evoluzione delle supernovae e sui loro resti in un ambiente ricco di gas e polvere.

Sintesi

La nebulosa Tarantola (30 Doradus) è una delle più brillanti e attive regioni di formazione stellare del Gruppo Locale. Con ammassi massicci come NGC 2070 e R136, numerose stelle estremamente massicce, intense emissioni in molte bande e una storia recente di esplosioni di supernova, rappresenta un laboratorio naturale fondamentale per lo studio dell'evoluzione stellare, del feedback stellare e della formazione di ammassi massicci nel cosmo.

Nebulosa di tarantola nella Grande Nube di MagellanoZoom
Nebulosa di tarantola nella Grande Nube di Magellano

Domande e risposte

D: Che cos'è la Nebulosa Tarantola?


R: La Nebulosa Tarantola (conosciuta anche come 30 Doradus) è una regione H II nella Grande Nube di Magellano (LMC).

D: Quando è stata scoperta per la prima volta?


R: Inizialmente si pensava che fosse una stella, ma nel 1751 Lacaille riconobbe che si trattava di una nebulosa.

D: Quanto è luminosa la Nebulosa Tarantola?


R: La nebulosa Tarantola ha una magnitudine apparente di 8 e la sua luminosità è così grande che se fosse vicina alla Terra come la Nebulosa di Orione, la nebulosa Tarantola proietterebbe delle ombre.

D: Quanto è grande la Nebulosa Tarantola?


R: È una delle regioni più grandi del Gruppo Locale, con un diametro stimato di 200 pc.

D: Quale ammasso stellare si trova al suo centro?


R: Al suo centro si trova l'ammasso stellare NGC 2070 che comprende il gruppo di stelle noto come R136. Questo gruppo emette la maggior parte dell'energia che rende visibile la nebulosa.

D: Qual è la massa stimata di questo ammasso?


R: La massa stimata di questo ammasso è di 450.000 masse solari.

D: Quale supernova si è verificata vicino a questa regione nebulare?



R: La supernova più vicina osservata dall'invenzione del telescopio, la Supernova 1987A, si è verificata nella periferia di questa regione nebulare.


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