Sinfonia n.9 op.125 di Beethoven: storia, struttura e Inno alla Gioia

Scopri la Sinfonia n.9 op.125 di Beethoven: storia, struttura e l'Inno alla Gioia. Analisi del coro, movimenti, curiosità e significato universale.

Autore: Leandro Alegsa

La Sinfonia n. 9 in re minore op 125 (Sinfonia corale) di Ludwig van Beethoven è uno dei brani musicali più famosi e influenti mai scritti. Composta negli ultimi anni della vita del compositore, rappresenta una svolta nella storia della sinfonia per l'uso integrato della voce umana in un genere fino ad allora esclusivamente strumentale.

Cos'è una sinfonia e perché questa è speciale

Una sinfonia è un pezzo di musica per orchestra. Beethoven ha scritto nove sinfonie: questa, l'ultima che ha scritto, è molto insolita perché nell'ultimo movimento c'è anche il canto: ci sono quattro solisti (soprano, contralto, tenore e basso) e un coro. Per questo è conosciuta come la sinfonia "corale" ("corale" significa: "per coro"). È un lavoro molto lungo, che dura più di un'ora; la sua ampiezza e la mescolanza di elementi strumentali e vocali erano all'epoca estremamente innovative.

Contesto storico e testo

Beethoven si era interessato alla famosa poesia di Friedrich Schiller fin da giovane. La poesia, intitolata Ode an die Freude, esprime un forte messaggio di fratellanza umana e di speranza per la convivenza in pace e armonia insieme. Scritta alla fine del XVIII secolo, la poesia era ben conosciuta e rifletteva idee che circolavano al tempo della Rivoluzione Francese, quando ideali di libertà e uguaglianza stavano avendo grande risonanza in tutta l'Europa.

Nel 1817 Beethoven iniziò i primi abbozzi della sinfonia; nel 1822 decise formalmente di inserire la poesia di Schiller nell'ultimo movimento. La maggior parte del materiale fu composto nel 1823 e l'opera venne completata nel 1824. La prima esecuzione pubblica avvenne a Vienna nel maggio di quell'anno, con Beethoven alla direzione.

Prima esecuzione e aneddoto

Alla prima esecuzione molti spettatori reagirono con entusiasmo. Si racconta che Beethoven, pur avendo diretto, non si rese subito conto che la serata era finita e che il pubblico applaudiva: era completamente sordo e non poteva sentire. Per questo motivo qualcuno lo fece girare perché vedesse la folla applaudire calorosamente; l'episodio è spesso citato come simbolo tragico e insieme eroico della sua vicenda umana e artistica. In quell'occasione il pubblico e le reazioni critiche furono miste, ma l'opera si impose presto come pietra miliare del repertorio sinfonico.

Organico e durata

  • Orchestra: strumenti a fiato (flauti, oboi, clarinetti, fagotti), corni, trombe, tromboni, timpani e archi.
  • Voci: quartetto di solisti (soprano, contralto, tenore, basso) e coro che entrano solo nell'ultimo movimento.
  • Durata: normalmente tra i 60 e i 75 minuti, a seconda dell'interpretazione.

Struttura e analisi sintetica dei movimenti

La sinfonia è articolata in quattro movimenti, e la loro disposizione è in parte tradizionale e in parte innovativa:

  • Primo movimento — Allegro ma non troppo, un poco maestoso. È in re minore e sviluppa una forma di sonata: introduce i materiali tematici principali e crea un universo sonoro denso e drammatico (vedi anche forma di sonata).
  • Secondo movimento — Molto vivace (scherzo). Beethoven inverte qui l'ordine classico: il secondo movimento è lo scherzo, caratterizzato da impulsi ritmici energici e da contrasti dinamici, con momenti di grande tensione e vivacità.
  • Terzo movimento — Adagio molto e cantabile (movimento lento). È un ampio tema con variazioni, ricco di lirismo e di colori orchestrali; la scelta di porre qui il movimento lento dopo lo scherzo è una delle scelte formali più originali della sinfonia.
  • Quarto movimento (Finale) — Inizia in modo sorprendente: la tensione viene spezzata da una introduzione quasi recitativa e poi emerge gradualmente il tema che impiega il testo di Schiller. Il movimento sviluppa una forma complessa, con sezioni corali, arie solistiche, fughe e variazioni sul tema principale. Le parole della poesia che diventano cantate stabiliscono il nucleo ideativo e morale dell'opera (poesia di Friedrich Schiller).

La melodia dell'Inno alla Gioia

La melodia principale dell'ultimo movimento — cantata per la prima volta con le parole: "Freude, schöne Götterfunken, Tochter aus Elysium" — è una delle più riconoscibili al mondo. A molti bambini piace suonarla sugli strumenti perché la prima parte della melodia utilizza poche note semplici (può essere suonata come Do, Re, Mi, Mi, Fa, Sol). Nella sinfonia la melodia appare per la prima volta affidata agli violoncelli e dai contrabbassi, creando un effetto di sorpresa e di progressiva illuminazione sonora.

Inno alla Gioia: uso moderno e significato

L'Inno alla Gioia è stato adottato come "inno nazionale" dell'Europa nel 1972, in un arrangiamento ufficiale per orchestra preparato da Herbert von Karajan. In seguito il tema è stato ripreso come simbolo di unità europea e viene eseguito in occasione di eventi ufficiali: nelle istituzioni comunitarie si utilizza generalmente la melodia senza il testo cantato, come espressione di valori condivisi.

Innovazioni musicali e eredità

La Nona è importante per molte ragioni:

  • è la prima grande sinfonia in cui la voce umana è integrata come elemento strutturale essenziale;
  • unisce elementi drammatici, corali e contrappuntistici, spingendo i confini della forma sinfonica classica;
  • il messaggio universale del finale — fratellanza e dignità umana — ha reso quest'opera un simbolo oltre il mondo musicale, adottata in occasioni civili e politiche.

Esecuzioni e ascolto oggi

La Sinfonia n. 9 continua a far parte del repertorio standard delle orchestre di tutto il mondo. Viene interpretata in contesti molto differenti: concerti sinfonici, celebrazioni pubbliche, festival. Ogni direzione mette in evidenza diversi aspetti: l'urgenza drammatica dei primi movimenti, la dolcezza del terzo, e la solennità liberatoria del finale. Per questo motivo la durata e i dettagli interpretativi possono variare sensibilmente da una esecuzione all'altra.

In sintesi, la Sinfonia n. 9, op. 125 è un capolavoro che fonde ambizione musicale, innovazione formale e un forte messaggio etico: per molti resta un esempio di come la musica possa parlare all'intera umanità.

Ludwig van Beethoven era quasi completamente sordo quando scrisse la sua nona sinfonia.Zoom
Ludwig van Beethoven era quasi completamente sordo quando scrisse la sua nona sinfonia.

Domande e risposte

D: Cos'è la Sinfonia n. 9 in Re minore, Op. 125?


R: La Sinfonia n. 9 in Re minore, Op. 125 è una sinfonia scritta da Ludwig van Beethoven ed è uno dei brani musicali più famosi mai scritti. È un brano musicale per orchestra con quattro movimenti e include il canto nell'ultimo movimento.

D: Cosa significa "corale"?


R: Corale significa "per coro" e si riferisce al fatto che l'ultimo movimento della Sinfonia n. 9 ha quattro solisti (soprano, contralto, tenore e basso) e un coro che canta.

D: Quale poesia ha utilizzato Beethoven per la sua sinfonia?


R: Beethoven utilizzò la poesia Ode an die Freude (in inglese: Inno alla gioia) di Friedrich Schiller per la sua sinfonia, che aveva un forte messaggio sul vivere in pace e armonia insieme, all'epoca della Rivoluzione francese, quando queste idee stavano diventando molto importanti in Europa.

D: Quanto dura questa sinfonia?


R: Questa sinfonia dura più di un'ora, il che era insolito per il suo periodo.

D: Che tipo di forma ha il primo movimento?


R: Il primo movimento ha una forma di sonata.
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