In geometria, un parallelepipedo è un solido tridimensionale le cui sei facce sono tutte parallelogrammi. È la naturale estensione tridimensionale del parallelogramma, così come il cubo è una versione speciale del quadrato e il cuboide è una versione rettangolare del rettangolo. In geometria euclidea si considerano parallelepipedi i solidi che rispettano la proprietà delle facce opposte parallele e congruenti; in contesti di geometria affine la distinzione degli angoli può essere meno rilevante, ma rimane valida la struttura basata sui parallelogrammi che compongono le facce.
Definizioni equivalenti
- un poliedro con sei facce (esaedro), ognuna delle quali è un parallelogramma;
- un esaedro con tre coppie di facce parallele;
- un prisma la cui base è un parallelogramma.
Tra i parallelepipedi si riconoscono casi particolari importanti: il cuboide rettangolare (sei facce rettangolari), il cubo (sei facce quadrate) e il romboedro (sei facce romboidali)..
Proprietà elementari
- Ha 6 facce, 12 spigoli e 8 vertici.
- Le tre coppie di facce opposte sono parallele e congruenti; gli spigoli opposti sono paralleli e della stessa lunghezza.
- In ogni faccia (parallelogramma) le diagonali si bisecano reciprocamente; analogamente, le quattro diagonali spaziali (dette diagonali del parallelepipedo) si incontrano in un punto comune che è il loro punto medio (centro del parallelepipedo).
- Il parallelepipedo è un poliedro convesso che soddisfa la formula di Eulero: V − E + F = 8 − 12 + 6 = 2.
- Se i tre spigoli che incontrano uno stesso vertice sono rappresentati dai vettori u, v, w, allora molti parametri geometrici (volume, aree delle facce, lunghezze delle diagonali) si esprimono in termini vettoriali.
Formule: volume e area
Volume
Se i tre vettori che generano il parallelepipedo a partire da un vertice sono u, v e w, il volume V è dato dal valore assoluto del prodotto misto (determinante):
V = |u · (v × w)|
Questo corrisponde al valore assoluto del determinante della matrice le cui colonne (o righe) sono le componenti di u, v, w. Il segno del prodotto misto determina l'orientazione (positivo o negativo) ma il volume è sempre positivo.
Per il parallelepipedo rettangolare (cuboide) con lunghezze dei lati a, b, c ortogonali tra loro:
V = a · b · c
Area totale (superficie)
Indicando con A1, A2, A3 le aree delle tre facce adiacenti a un vertice (cioè le aree dei parallelogrammi generati dalle coppie (u,v), (v,w), (w,u)), l'area totale S è:
S = 2 (A1 + A2 + A3)
Espressa con prodotti vettoriali, dove |u × v| è l'area del parallelogramma formato da u e v:
S = 2 (|u × v| + |v × w| + |w × u|)
Per il cuboide rettangolare con lati a, b, c:
S = 2 (ab + bc + ca)
Lunghezza della diagonale spaziale
La diagonale spaziale che va da un vertice al vertice opposto è rappresentata dal vettore u + v + w. La sua lunghezza è quindi:
|u + v + w| = sqrt(|u|^2 + |v|^2 + |w|^2 + 2(u·v + u·w + v·w)).
Nel caso rettangolare ortogonale: d = sqrt(a^2 + b^2 + c^2).
Come calcolare le aree delle facce
- Area di un parallelogramma con lati di lunghezza p e q e angolo θ fra di essi: A = p·q·sin θ.
- Equivalente in notazione vettoriale: A = |p_vector × q_vector|.
- Per ogni coppia di vettori generatrici (u,v), (v,w), (w,u) si ottengono le tre aree delle facce adiacenti al vertice.
Proprietà aggiuntive e osservazioni
- Le diagonali dei parallelogrammi facciali si intersecano in due punti (si bisecano), mentre le quattro diagonali interne si incontrano nel punto medio comune: questo punto è il centro di simmetria del parallelepipedo (centro rispetto all'operazione di inversione centrata nello stesso).
- Il parallelepipedo è un esempio di solido centro-simmetrico: per ogni punto del solido esiste il punto simmetrico rispetto al centro che appartiene al solido.
- Un parallelepipedo può essere descritto in coordinate: fissando un vertice come origine e i tre vettori u, v, w come spigoli incidenti, ogni punto interno ha coordinate parametriche x = αu + βv + γw con 0 ≤ α,β,γ ≤ 1.
- Le trasformazioni affini inviano parallelepipedi in parallelepipedi: dunque molti risultati si conservano sotto trasformazioni lineari invertibili (ad esempio il rapporto tra aree rimane determinato dalla matrice della trasformazione).
Casi particolari
- Cubo: tutti gli spigoli hanno pari lunghezza e gli angoli sono retti; tutte le facce sono quadrati.
- Cuboide (rettangolare): facce rettangolari; gli spigoli mutualmente ortogonali formano un sistema di lunghezze a, b, c.
- Romboedro: tutte le facce sono rombi (caso in cui i quattro spigoli incidenti a ogni vertice hanno la stessa lunghezza, ma gli angoli non sono necessariamente retti) — vedi romboedro.
Esempio numerico rapido
Se i tre vettori generatrici in coordinate cartesiane sono u = (1,0,0), v = (0,2,0), w = (0,0,3) (parallelepipedo rettangolare con lati 1, 2, 3):
- Volume V = 1·2·3 = 6.
- Area totale S = 2(1·2 + 2·3 + 3·1) = 2(2 + 6 + 3) = 22.
- Diagonale spaziale d = sqrt(1^2 + 2^2 + 3^2) = sqrt(14).
Questi strumenti (prodotto misto, prodotto vettoriale, formule elementari) permettono di trattare sia i casi ortogonali sia i parallelepipedi obliqui con la stessa eleganza. Per approfondimenti sulle singole proprietà e dimostrazioni formali, si possono consultare i testi di geometria analitica e solida.


