Ramesse II fu uno dei più grandi faraoni dell'antico Egitto e uno dei sovrani più longevi della storia egiziana. Terzo faraone della diciannovesima dinastia, divenne celebre per le sue vaste campagne militari, per i trattati diplomatici e soprattutto per l'imponente attività edilizia che trasformò il paesaggio del paese. I suoi successori e gli egiziani posteri lo chiamavano il "Grande Antenato" per il prestigio della sua figura.

Vita e ascesa al trono

All'età di 14 anni Ramesse fu nominato successore da suo padre Seti I e salì al trono nel 1279 a.C. Governò l'Egitto fino al 1213 a.C., per un totale di circa 66 anni e 2 mesi p165, un regno tra i più lunghi conosciuti nell'antico Egitto. È probabile che sia morto intorno al suo 90° o 91° anno di età. La sua lunga carriera politica gli permise di consolidare istituzioni, celebrare numerose insegne regali e promuovere ambiziosi programmi di costruzione.

Campagne militari e politica estera

Ramesse II condusse numerose spedizioni verso nord e verso sud. A nord le sue campagne interessarono le regioni a est del Mediterraneo — l'area corrispondente all'odierno Israele, al Libano e alla Siria — dove si scontrò ripetutamente con l'Impero ittita. La battaglia più celebre fu quella di Qadesh (intorno al 1274 a.C.), combattuta contro il re ittita Muwatalli II: lo scontro è descritto in grandi rilievi commemorativi e, pur non avendo un chiaro vincitore, servì a Ramesse per propagandare la propria immagine di condottiero coraggioso.

Negli anni successivi la pressione militare portò a una difficile convivenza con gli Ittiti culminata in un trattato di pace, il primo del genere di cui ci resti una copia, stipulato intorno al 1258 a.C. con Hattušili III. A sud Ramesse rafforzò il controllo egiziano sulla Nubia, importante per le risorse minerarie e per la sicurezza del confine meridionale.

Monumenti, templi e progetti di costruzione

La prima parte del suo regno si concentrò sulla costruzione di città, templi e monumenti su scala grandiosa. Stabilì la città di Pi-Ramesses nel Delta del Nilo come sua nuova capitale e base principale per le sue campagne in Siria; l'antica sede è oggi identificata con il sito di Qantir (non modificare il link originale presente nel paragrafo seguente).

  • Pi-Ramesses — la capitale reale e centro amministrativo, dotata di grandi palazzi, magazzini e porti fluviali.
  • Abu Simbel — i celebri templi rupestri sul confine nubiano, scolpiti nella roccia: il grande tempio dedicato a Ramesse e il più piccolo consacrato a sua moglie Nefertari. Questi furono spostati pietra su pietra negli anni '60 durante la costruzione della diga di Assuan per salvarli dall'innalzamento delle acque, un'operazione guidata dall'UNESCO.
  • Il Ramesseum — il suo tempio funerario a Tebe Ovest, ricco di statue colossali, rilievi e iscrizioni che celebrano le sue imprese.
  • Restauri e ampliamenti al complesso di Karnak e a Luxor, oltre a obelischi e statue erette in varie località dell'Egitto.

Tomba, mummia e ritrovamenti

Alla sua morte Ramesse fu sepolto in una tomba nella Valle dei Re. Per proteggere i resti dei sovrani dalle razzie tombali, il corpo fu successivamente trasferito insieme ad altre mummie reali in un nascondiglio (cache) — una fessura nel muro — dove furono ritrovati alla fine del XIX secolo (il rinvenimento della cache DB320 fu reso noto nel 1881). La sua mummia è oggi esposta al Museo del Cairo, dove è stata studiata per comprendere meglio l'età, lo stato di salute e le pratiche di imbalsamazione dell'epoca.

Famiglia e vita personale

Ramesse ebbe molte mogli e numerosi figli (alcune fonti parlano di oltre cento discendenti). La più famosa tra le sue consorti è Nefertari, alla quale dedicò il tempio minore di Abu Simbel e un sontuoso sepolcro nella Valle delle Regine. La coppia è celebrata in scene che enfatizzano l'intensa devozione religiosa e il ruolo di Nefertari come Grande Sposa Reale.

Eredità

L'eredità di Ramesse II è duplice: da un lato un'immensa produzione di monumenti che ha lasciato tracce visibili ancora oggi; dall'altro una politica estera che, pur non avendo annientato i rivali, stabilizzò i confini e portò a una delle prime intese diplomatiche documentate nella storia. La sua figura fu idealizzata nei secoli successivi, tanto che molti sovrani successivi rivendicarono il titolo di "figli del Grande Antenato" per legittimare il proprio potere.

In sintesi: Ramesse II restò nella memoria come sovrano guerriero, costruttore instancabile e abile propagandista; il suo regno segnò un apice nell'arte, nell'architettura e nella presenza internazionale dell'antico Egitto.