La peste setticemica (o setticemia) è un'infezione grave e potenzialmente mortale del sangue causata dal batterio Yersinia pestis. È una delle tre forme principali di peste (le altre due sono la peste bubbonica e la peste polmonare, detta anche pneumonica). Nella forma setticemica i batteri si moltiplicano rapidamente nel flusso ematico determinando una sepsi grave che può evolvere in shock e insufficienza d’organo.
Cause e modalità di trasmissione
La peste setticemica è causata da Yersinia pestis. La trasmissione più comune avviene tramite il morso di pulci infette che si sono nutrite di roditori; per questo motivo la malattia è spesso associata a popolazioni di roditori e all'infestazione da pulci. In rari casi i batteri possono entrare nell'organismo attraverso una ferita della pelle contaminata o per inalazione (in genere quando la malattia è concomitante alla forma pneumonica). La peste setticemica può anche svilupparsi come complicanza di una peste bubbonica o pneumonica non trattata.
Patogenesi
I batteri nel sangue inducono una reazione sistemica con rilascio di citochine ed endotossine, provocando una sepsi severa. Queste tossine possono scatenare una coagulazione intravascolare disseminata (CID), cioè la formazione diffusa di piccoli coaguli che ostacolano il flusso sanguigno in diversi tessuti. La CID porta poi a un consumo dei fattori della coagulazione, con conseguenti emorragie cutanee e interne, ischemia e necrosi tissutale.
Sintomi clinici
I sintomi della peste setticemica insorgono in genere rapidamente e possono includere:
- febbre alta, brividi e malessere generale;
- dolori addominali, nausea, vomito e diarrea;
- emicrania e confusione mentale;
- segni di sepsi e shock (pressione arteriosa bassa, tachicardia);
- manifestazioni emorragiche: petecchie, ecchimosi, aree di pelle scura o necrotica (specialmente alle estremità);
- tosse o vomito con sangue, in caso di coinvolgimento polmonare o severa coagulopatia;
- lesioni cutanee puntiformi o vescicole che possono essere scambiate per punture d’insetto.
La progressione è spesso fulminante: senza trattamento la malattia può portare rapidamente alla morte.
Diagnosi
La diagnosi si basa su sospetto clinico, anamnesi (esposizione a roditori o pulci, viaggi in aree endemiche) e indagini di laboratorio. Gli esami utili comprendono emocolture per isolamento di Yersinia pestis, reazione a catena della polimerasi (PCR) su campioni ematici o tissutali, esami ematochimici che evidenziano leucopenia o leucocitosi, trombocitopenia, coagulopatia e aumento della lattato. La diagnosi rapida è fondamentale per avviare la terapia.
Trattamento
La peste setticemica è una emergenza medica: il trattamento antibiotico tempestivo riduce significativamente la mortalità. Gli antibiotici efficaci includono aminoglicosidi (streptomicina, gentamicina), fluorochinoloni (ciprofloxacina), doxiciclina ed altri agenti a seconda della situazione clinica e della disponibilità. L'uso precoce di antibiotici può portare la mortalità dal quasi 100% storico a valori compresi tra il 4% e il 15%.
Oltre alla terapia antimicrobica, è spesso necessario supporto intensivo: fluidi endovenosi, vasopressori per mantenere la pressione, ventilazione meccanica se insufficienza respiratoria, e terapie specifiche per la CID (trasfusioni di emocomponenti, controllo delle emorragie). La gestione deve avvenire in ambiente ospedaliero, preferibilmente in terapia intensiva.
Profilassi e controllo
Per ridurre il rischio di casi si seguono misure di sanità pubblica e individuali:
- controllo dei roditori e delle pulci nelle aree a rischio;
- evitare il contatto con animali selvatici malati o morti;
- uso di repellenti e gestione ambientale per limitare l’esposizione alle pulci;
- isolamento e precauzioni respiratorie per i pazienti con sospetta forma pneumonica;
- profilassi antibiotica post-esposizione (ad esempio doxiciclina o ciprofloxacina) per contatti stretti secondo le indicazioni dell’autorità sanitaria.
Prognosi e dati storici
Senza trattamento la peste setticemica è quasi sempre fatale; nel passato, come durante le grandi epidemie medievali, i tassi di mortalità erano prossimi al 99–100%. Oggi, con terapia tempestiva, la prognosi è molto migliorata: la mortalità può scendere al di sotto del 15% ma rimane grave, soprattutto se la terapia viene ritardata. Alcuni pazienti possono deperire o morire nello stesso giorno in cui compaiono i sintomi se l’infezione è estremamente fulminante.
Distribuzione attuale
La peste non è scomparsa: esistono focolai enzootici in alcune aree dell'Africa, dell'Asia e perfino in alcune regioni dell'America (soprattutto in popolazioni di roditori selvatici). Tuttavia i casi umani sono rari grazie alle misure di controllo e alla disponibilità di antibiotici.
Quando rivolgersi al medico
È indispensabile consultare immediatamente un medico se si sviluppano febbre alta e segni di infezione dopo possibile esposizione a roditori, pulci o a un caso noto di peste. La tempestività del trattamento è cruciale per la sopravvivenza.