Panoramica
La paleontologia che si occupa dei reperti di dimensioni minute è detta micropaleontologia. I microfossili sono resti organici o strutture mineralizzate di organismi così piccoli che molti misurano meno di un millimetro, e in genere non superano i quattro millimetri. Per riconoscerli e descriverli si utilizza il microscopio e talvolta tecniche di imaging avanzate; ogni grande regno di organismi è rappresentato nel registro fossile a microscala e può offrire informazioni sull'ambiente passato.
Caratteristiche, tassonomia e metodi
I micropaleontologi combinano conoscenze di tassonomia e statistica per classificare e interpretare assemblaggi fossili. I microfossili si trovano soprattutto in sedimenti depositati in ambiente acquatico, come l'oceano o il lago, ma possono essere conservati anche in roccia continentale. Per recuperarli si applicano tecniche di lavaggio, setacciatura, flottazione e, quando la matrice lo consente, trattamenti chimici mirati per rimuovere la matrice e isolare i resti.
Composizione dei microfossili
I microfossili presentano materiali molto diversi: alcuni gusci sono costituiti da biossido di silicio (silice), altri da gesso o carbonato, mentre ci sono strutture a base di fosfato o di composti organici. Esempi classici includono le diatomee (gusci silicei), i coccolitoforidi e i foraminiferi (calcarei), pollini e spore (materiale organico), e piccoli resti ossei di vertebrati in fosfato. Quando la matrice è resistente, si può ricorrere all'azione di un acido selettivo per liberare gusci silicei dalla roccia.
Principali gruppi e branche correlate
- Microalghe e diatomee: contributo alla ricostruzione climatica e fotosintesi antica (diatomee).
- Protisti calcificati: foraminiferi e coccolitoforidi per datazione e stratigrafia (foraminiferi, coccoliths).
- Materiale organico: palinologia, che studia polline e spore e la loro applicazione in paleoambiente e archeologia (palinologia).
Storia, sviluppo e applicazioni
La micropaleontologia si è sviluppata con l'affinamento dei microscopi e con l'aumento di perforazioni oceaniche e carotaggi continentali. Ha rilevanza pratica in ambiti diversi: biostratigrafia per la correlazione di strati, ricostruzione paleoambientale e paleoclimatica, esplorazione di idrocarburi e monitoraggio dei cambiamenti ecologici. I dati derivano soprattutto dallo studio degli assemblaggi in sedimenti marini o lacustri e dalla loro composizione mineralogica (sedimenti, oceano, lago).
Distinzioni e fatti notevoli
La micropaleontologia si distingue per l'uso intensivo di metodi quantitativi e per la necessità di procedure di laboratorio specifiche per separare e conservare materiali fragili. Molte osservazioni paleobiologiche a scala globale nascono proprio dallo studio di questi minuscoli resti: non è raro che i microfossili siano gli unici indizi disponibili per periodi geologici remoti o per ambienti profondi dove i resti macroscopici sono scarsi.
Per approfondire i termini specialistici e le tecniche è utile consultare risorse introduttive e banche dati specializzate che trattano di fossili, roccia e minerali, oltre a specifici studi su paleontologia e biostratigrafia.


