Definizione

Sonetto indica una poesia di 14 versi con uno schema metrico e di rima generalmente codificato. È una delle forme poetiche più diffuse nella tradizione europea e si presta sia a temi d'amore sia a riflessioni filosofiche, morali o religiose. La parola «sonetto» deriva dall'italiano e significa letteralmente «piccolo suono» o «piccola canzone».

Storia

Il sonetto nacque in Italia nel corso del Medioevo, sviluppandosi a partire dalla Scuola siciliana e da autori come Dante Alighieri e Guido Cavalcanti, ma il primo poeta noto per l'uso organico della forma è Giacomo da Lentini (XIII secolo). La forma si affermò pienamente nel Rinascimento: il più celebre perfezionatore del sonetto italiano fu Petrarca, la cui raccolta il Canzoniere ha dettato modelli tematici e formali seguiti in tutta Europa.

I sonetti attraversarono e si diffusero in molte lingue: in Portogallo grazie a Francisco de Sá de Miranda, in Inghilterra per mano di poeti come Thomas Wyatt e Henry Howard, conte di Surrey. In Polonia importanti autori di sonetti sono stati Jan Kochanowski, Mikołaj Sęp Szarzyński e Sebastian Grabowiecki. Anche Michelangelo compose sonetti, spesso scambiati con Vittoria Colonna.

In lingua inglese la forma fiorì con William Shakespeare (i suoi 154 sonetti sono tra i più noti), e con autori come Edmund Spenser, Ben Jonson, Michael Drayton e Samuel Daniel. Successive generazioni di poeti inglesi — da John Donne a John Milton, fino a romantici come William Wordsworth, Percy Bysshe Shelley e John Keats — hanno continuato a usare e a trasformare il sonetto.

Nel XX secolo lo schema rigido delle rime è stato spesso abbandonato o rielaborato, ma la forma è rimasta viva: poetesse e poeti moderni come Edna St. Vincent Millay hanno continuato a scrivere sonetti, adattandone ritmo e rima alle esigenze contemporanee.

Struttura e metro

Il sonetto classico ha 14 versi. Le caratteristiche metriche variano per lingua:

  • Italiano: il verso più comune è l'endecasillabo (11 sillabe), e il sonetto si suddivide tradizionalmente in un'ottava (8 versi) e un sestetto (6 versi).
  • Inglese: la forma più nota usa l'iambic pentameter (cinque iambi, cioè dieci sillabe accentate in schema alternato) e la struttura tipica inglese organizza i versi in tre quartine e un distico finale.

Un elemento retorico importante del sonetto è la svolta o volta: il punto di avvenuta trasformazione del discorso poetico, che spesso si colloca tra ottava e sestetto nel sonetto italiano o prima dell'ultimo distico nel sonetto inglese.

Schemi di rima

Gli schemi di rima del sonetto si rappresentano con lettere dell'alfabeto: allo stesso suono finale corrisponde la stessa lettera. I principali schemi sono:

  • Sonetto inglese (shakespeariano): abab cdcd efef gg. Qui le prime dodici righe sono tre quartine (abab / cdcd / efef) e il poema si conclude con un distico chiudente (gg).
  • Sonetto italiano (petrarchesco): abba abba + sestetto variabile, ad es. cdc dcd o cde cde (schemi tipici: abbaabba cdecde, abbaabba cdcdcd, ecc.). L'ottava stabilisce la situazione o il problema; il sestetto propone la risposta o lo sviluppo.
  • Sonetto spenseriano (inventato da Edmund Spenser): abab bcbc cdcd ee — qui le quartine sono concatenate tramite rime incrociate e il finale è un distico.

Altre varianti e sperimentazioni esistono (sonetti con rime incrociate o con variazioni metriche), e i poeti romantici e moderni spesso modificano o abbandonano lo schema per esigenze espressive.

Tipologie e varianti

  • Sequenze o cicli di sonetti: raccolte di sonetti collegati tematicamente o narrativamente. Esempi classici: il Canzoniere di Petrarca e i 154 sonetti di William Shakespeare.
  • Corona di sonetti: serie in cui l'ultima riga di un sonetto diventa la prima del successivo; in alcune forme la serie può chiudersi ricomponendo un ulteriore sonetto con tutte le prime (o ultime) righe. Un esempio celebre è la Corona di sonetti di France Prešeren.
  • Varianti moderne: il curtal sonnet (forma accorciata resa celebre da Gerard Manley Hopkins), sonetti in versi liberi o con schemi metricali ibridi, e sperimentazioni formali del Novecento e del contemporaneo.

Funzioni tematiche

Il sonetto è storicamente associato all'amore cortese e alla meditazione sull'amore non corrisposto, ma la sua economia formale lo rende adatto anche ad altri temi: riflessione morale o politica, meditazione religiosa (i Holy Sonnets di John Donne), celebrazione, satira o descrizione paesaggistica.

Esempi e autori celebri

Tra gli autori e i testi più studiati ricordiamo:

  • Petrarca — il modello petrarchesco in lingua italiana;
  • William Shakespeare — la serie di 154 sonetti in inglese;
  • Edmund Spenser — sonetti e il sonetto spenseriano;
  • John Donne, John Milton, William Wordsworth, Percy Bysshe Shelley e John Keats — esponenti che mostrarono la flessibilità della forma;
  • Edna St. Vincent Millay — esempio di poeta moderno che utilizzò il sonetto tradizionale con linguaggio contemporaneo.

Conservazione e attualità

Malgrado le tendenze novecentesche e contemporanee verso il verso libero, il sonetto resta praticato e studiato per la sua intensità concentrata, la possibilità di compiere un cammino argomentativo ristretto e per la sfida tecnica che rappresenta. Molti poeti contemporanei reinterpretano il sonetto, mantenendo la struttura delle 14 righe ma giocando su ritmo, dettaglio lessicale e schema di rima.

Il sonetto, dunque, è sia una forma storica con regole riconoscibili sia un laboratorio poetico continuamente reinventato.