Mary Robinson (irlandese: Máire Mhic Róibín;[1] nata il 21 maggio 1944) è stata la prima donna presidente dell'Irlanda, in carica dal 1990 al 1997. Era stata un'accademica, avvocato e membro del Senato irlandese dal 1969 al 1989.
Ha sconfitto Brian Lenihan del Fianna Fáil e Austin Currie del Fine Gael nelle elezioni presidenziali del 1990, la prima volta che il Fianna Fáil ha perso un'elezione presidenziale.
Si è dimessa dalla presidenza quattro mesi prima della fine del suo mandato per iniziare un mandato di cinque anni alle Nazioni Unite, come Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati. Nel 2002 Robinson è diventata presidente onorario di Oxfam International. Ha firmato i Principi diYogyakarta nella riunione della Commissione Internazionale dei Giuristi e dal 2008 al 2010 è stata la presidente della Commissione Internazionale dei Giuristi.
Formazione e primi anni
Nata a Ballina, nella contea di Mayo, Mary Robinson ha studiato legge e si è formata come giurista e docente. Ha lavorato come avvocato e insegnante universitario, occupandosi in particolare di diritto costituzionale e diritti civili. La sua carriera professionale l'ha portata progressivamente alla politica e all'impegno pubblico su temi sociali e di uguaglianza.
Carriera politica e attività nel Senato
Durante gli anni in Senato (1969–1989) Robinson si è distinta per le sue posizioni progressiste su diritti delle donne, riforme sociali e tutela delle libertà civili. Ha partecipato attivamente al dibattito pubblico irlandese, promuovendo cambiamenti legislativi e sensibilizzando l'opinione pubblica su temi che all'epoca erano spesso controversi nella società irlandese.
La presidenza (1990–1997)
Come presidente, Mary Robinson ha rinnovato il ruolo, rendendolo più visibile e impegnato su scala nazionale e internazionale. Ha posto grande enfasi sui diritti umani, la giustizia sociale e l'immagine internazionale dell'Irlanda, incontrando comunità diverse, sostenendo cause civili e contribuendo a trasformare la percezione pubblica dell'ufficio presidenziale.
Attività internazionali e diritti umani
Dopo aver lasciato la presidenza ha ricoperto incarichi internazionali di rilievo. È stata nominata a livello ONU e, benché il testo precedente riporti il collegamento a Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, è importante precisare che Mary Robinson ricoprì l'incarico di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (United Nations High Commissioner for Human Rights) dal 1997 al 2002. Durante il suo mandato all'ONU si è concentrata sulla promozione e protezione dei diritti umani a livello globale.
Negli anni successivi ha proseguito il suo impegno globale: è stata presidente onorario di Oxfam International dal 2002, ha sostenuto e firmato documenti e iniziative internazionali per i diritti delle persone LGBT (come i Principi diYogyakarta) e ha guidato la Commissione Internazionale dei Giuristi dal 2008 al 2010, contribuendo a iniziative legali e advocacy in materia di diritti umani.
Clima, giustizia e fondazioni
Negli anni successivi Robinson è divenuta una voce importante nel dibattito sul cambiamento climatico inteso come questione di giustizia e diritti umani. Ha fondato e promosso iniziative che collegano il fenomeno climatico alla tutela delle comunità più vulnerabili, sostenendo il concetto di "climate justice".
Riconoscimenti e eredità
Mary Robinson ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali e lauree honoris causa per il suo lavoro a favore dei diritti umani, dell'uguaglianza di genere e della giustizia climatica. La sua presidenza e la successiva attività internazionale hanno lasciato un'impronta significativa nella politica irlandese e nel movimento mondiale per i diritti umani, contribuendo a modificare il ruolo delle istituzioni pubbliche nella promozione dei diritti fondamentali.
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