La tissotropia (spesso chiamata anche tixotropia) è la proprietà di certi gel o fluidi che sono viscosi (spessi) in condizioni normali, ma scorrono (diventano sottili, meno viscosi) quando vengono scossi, agitati o altrimenti sollecitati.
In un linguaggio più tecnico: alcuni fluidi non newtoniani mostrano un cambiamento di viscosità che dipende non solo dall'entità dello sforzo di taglio applicato ma anche dal tempo per cui lo sforzo agisce. Più a lungo il fluido è sottoposto a sforzo di taglio, più scende la sua viscosità; quando lo sforzo cessa, la struttura interna può ricostituirsi lentamente riportando il materiale allo stato iniziale. Un fluido tissotropico è quindi un fluido che richiede un tempo finito per raggiungere la viscosità di equilibrio dopo un cambiamento nella velocità di taglio. Molti gel e colloidi sono materiali tissotropici: a riposo possono presentare una forma stabile o una struttura più rigida, mentre sotto agitazione diventano fluidi facilmente lavorabili.
Meccanismi fisici
La tissotropia dipende dalla presenza di una struttura interna (reti di particelle, legami deboli, aggregati colloidali) che resiste al flusso. Quando si applica sforzo di taglio o agitazione, questi legami e aggregati si rompono parzialmente o si riallineano, riducendo la resistenza al flusso e quindi la viscosità. Alla rimozione dello sforzo, le particelle o le catene molecolari tendono a riformare la struttura per diffusione, interazioni elettrostatiche o attriti deboli, con un tempo caratteristico di ricostruzione (tempo di rilassamento o recovery time). Fattori che influenzano i meccanismi includono:
- natura e concentrazione delle particelle o polimeri (es. argille, fumed silica, polimeri associativi);
- forza e durata dello sforzo di taglio;
- temperatura e pH, che possono modificare le interazioni intermolecolari;
- presenza di elettroliti o additivi che stabilizzano o destabilizzano la struttura.
Thixotropia vs shear-thinning
È importante distinguere la tissotropia dalla semplice perdita istantanea di viscosità sotto sforzo (shear-thinning).
- Shear-thinning (pseudoplastico): la viscosità diminuisce con l'aumento istantaneo della velocità di taglio, ma la risposta è immediata e non dipende fortemente dal tempo.
- Tissotropia: la diminuzione della viscosità è tempo‑dipendente; la struttura interna si rompe progressivamente sotto sforzo mantenuto e richiede tempo per ricostituirsi quando il flusso si arresta.
Misura e caratterizzazione
La tissotropia si misura tipicamente con un reometro o viscosimetro rotazionale usando protocolli come:
- test con gradini di velocità di taglio (step tests) per osservare la caduta e la ripresa della viscosità;
- cicli di aumento e diminuzione della velocità (thixotropic loop) e valutazione dell'area di isteresi nella curva sforzo-di-taglio vs velocità di taglio;
- misure di tempo di recupero per quantificare la velocità di ricostituzione della struttura dopo cessazione dello sforzo.
- vernici, smalti e rivestimenti: facilitano l'applicazione (scorrimento durante la pennellatura o spruzzo) e prevengono colature una volta depositati;
- cosmetici e prodotti per la cura personale: lozione, creme e gel che devono essere stabili a riposo ma facili da spalmarsi;
- inchiostri da stampa: stabilità nel contenitore e comportamento fluido durante il passo di stampa;
- alimenti: alcune salse e prodotti caseari (es. yogurt, maionese) mostrano comportamenti tissotropici utili per sensorialità e stabilità;
- fluidi di perforazione (drilling mud): consentono di trasportare detriti durante il pompaggio e poi ricostituire struttura una volta fermato il flusso;
- materiali da costruzione come cementi e malte autolivellanti: controllo della lavorabilità e della perdita per colatura;
- adesivi e sigillanti: evitano colature in fase di applicazione e migliorano la tenuta quando non sollecitati.
- la stabilità a riposo (evitare separazione o sineresi);
- il tempo di recupero desiderato dopo lo sforzo, che influenza maneggevolezza e prestazioni;
- la sensibilità alla temperatura e al pH;
- l'uso di additivi — gelificanti, tixotropizzanti o disperdenti — per modulare la struttura e il comportamento reologico.
I dati possono essere interpretati con modelli cinetici strutturali che introducono un parametro di struttura (ad esempio λ o un parametro di frazione di struttura) che evolve nel tempo in funzione dello sforzo applicato.
Esempi ed applicazioni pratiche
La tissotropia è sfruttata in molti prodotti e processi industriali per ottenere caratteristiche desiderabili:
Anti-tixotropia (rheopectic) e materiali correlati
Alcuni materiali mostrano il comportamento opposto: sotto sforzo prolungato la viscosità aumenta con il tempo fino a indurirsi. Questi materiali, spesso detti anti-tixotropici o rheopectici, sono meno comuni ma si osservano in alcune paste colloidali o sospensioni soggette a strutturazione indotta dal flusso.
Considerazioni pratiche e controllo
Per formulare e utilizzare materiali tissotropici è importante considerare:
In sintesi, la tissotropia è una proprietà reologica utile e largamente sfruttata: permette a un materiale di essere stabile e resistente a riposo, ma lavorabile e fluido sotto sollecitazione meccanica, grazie alla rottura e alla successiva ricostituzione controllata della sua struttura interna.