Il biocombustibile è un carburante ricavato da materiale biologico vivo o recentemente privo di vita. È diverso dai combustibili fossili provenienti da materiale biologico morto da tempo. Il biocarburante può essere in forma solida, liquida o gassosa.
I biocarburanti sono solitamente utilizzati per alimentare le auto, riscaldare le case e per cucinare. Le aziende produttrici di biocarburanti provengono principalmente dall'Europa, dall'Asia e dalle Americhe. Le tecnologie sviluppate presso il Los Alamos National Lab permettono persino di convertire l'inquinamento in biocarburante rinnovabile. Gli agrocarburanti sono biocarburanti prodotti da impianti specifici, piuttosto che da processi di scarto come la discarica o il materiale riciclato.
Ci sono due modi comuni per convertire gli impianti in combustibili liquidi e gassosi. Uno è quello di coltivare colture ad alto contenuto di zucchero (ad esempio la canna da zucchero) o di amido (ad esempio il mais), e poi usare il lievito per fermentare l'alcol etilico (etanolo). Il secondo è quello di coltivare piante che contengono elevate quantità di olio vegetale, come l'olio di palma, la soia e le alghe. Quando questi oli vengono riscaldati, la loro viscosità si riduce, e possono essere bruciati direttamente in un motore diesel, o trasformati chimicamente per produrre carburanti come il biodiesel. Per migliaia di anni, il legno e i suoi sottoprodotti sono stati convertiti in biocombustibili come il carbone di legna, il gas di legno, il metanolo o l'etanolo. È anche possibile produrre etanolo cellulosico da parti di piante non commestibili, ma questo può essere costoso.
Viene utilizzata anche la biomassa solida. La legna da ardere viene utilizzata da migliaia di anni. Molti materiali come il legno e le erbe possono essere essiccati e pellettizzati e bruciati, e questo può essere utilizzato per produrre energia.