L'afrikaans è una lingua germanica occidentale parlata principalmente in Sudafrica e Namibia. In origine era il dialetto che si sviluppò tra i coloni protestanti afrikaner, i lavoratori non liberi e gli schiavi portati nella zona del Capo nel Sudafrica sudoccidentale dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali (olandese: Verenigde Oost-Indische Compagnie - VOC) tra il 1652 e il 1705. La maggior parte di questi primi coloni provenivano dalle Province Unite (ora Paesi Bassi), anche se ce n'erano anche molti dalla Germania, alcuni dalla Francia, alcuni dalla Scozia e da vari altri paesi. I lavoratori non liberi e gli schiavi erano malesi, e malgasci oltre ai nativi Khoi e Boscimani.

Una ricerca di J. A. Heese afferma che fino al 1807, il 36,8% degli antenati della popolazione di lingua afrikaans bianca era olandese, il 35% era tedesco, il 14,6% era francese e il 7,2% non bianco (di origine africana e/o asiatica). I dati di Heese sono però messi in discussione da altri ricercatori, e soprattutto la componente non bianca citata da Heese è molto dubbia.

Una notevole minoranza di coloro che parlavano l'afrikaans come prima lingua non erano bianchi. Il dialetto divenne noto come "olandese del Capo". Più tardi, l'afrikaans fu talvolta chiamato "olandese africano" o "olandese da cucina". L'afrikaans fu considerato un dialetto olandese fino all'inizio del XX secolo, quando cominciò ad essere ampiamente conosciuto come lingua diversa. Il nome afrikaans è semplicemente la parola olandese per africano, e la lingua è la forma africana dell'olandese.