Età assiale (Achsenzeit): definizione, VIII–III sec. a.C. e Jaspers
Scopri l'Età assiale (Achsenzeit): il rivoluzionario VIII–III sec. a.C. di Jaspers, nascita simultanea di nuove filosofie e religioni in Eurasia.
L'età assiale (anche età dell'asse, dal tedesco: Achsenzeit) è un termine inventato dal filosofo tedesco KarlJaspers. Si riferisce alla storia antica tra l'VIII e il III secolo a.C. Egli dice che questo rappresenta un punto di svolta nella storia umana.
Nuovi modi di pensare apparvero in Iran, India, Cina e nel mondo greco-romano. Ci furono nuove religioni e filosofie. Inoltre avvennero in parallelo in tutta l'Eurasia, senza contatti evidenti.
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1 ImmagineOrigine del concetto e Karl Jaspers
Karl Jaspers introdusse il termine nel suo libro del 1949, Vom Ursprung und Ziel der Geschichte (L'origine e il fine della storia). Per Jaspers l'età assiale è un periodo in cui, in diverse aree dell'Eurasia, sorsero forme di pensiero rivoluzionarie e autonome che posero le basi di molte tradizioni religiose, etiche e filosofiche ancora influenti oggi. La metafora dell'“asse” indica un centro immaginario attorno al quale avrebbe ruotato un cambiamento profondo nella vita spirituale e intellettuale dell'umanità.
Caratteristiche principali
- Riflessione critica e autonoma: sviluppo di pensiero critico e riflessivo sull'esistenza, la morale e la società, spesso in opposizione o in trasformazione rispetto alle pratiche religiose tradizionali.
- Universalità e trascendenza: emergono concetti di verità universale, leggi morali valide per tutti o di un principio trascendente che supera i riti locali.
- Individualizzazione della spiritualità: maggiore enfasi sull'interiorità, sulla coscienza individuale e sulla responsabilità etica personale.
- Nuove istituzioni intellettuali: nascita di scuole filosofiche, comunità religiose e figure carismatiche (maestri, profeti, riformatori) che strutturano insegnamenti duraturi.
Esempi regionali (con cautela cronologica)
Le manifestazioni dell'età assiale sono diverse per regione e non sempre databili con precisione; ecco alcuni esempi tipici citati dalla storiografia:
- India: sviluppo degli Upaniṣad, nascita e diffusione del Buddhismo (il Buddha) e del Giainismo (Mahāvīra), con riflessioni su karma, rinascita e liberazione (circa I millennio–VI–V secolo a.C., con incertezze cronologiche).
- Cina: pensiero confuciano (Confucio, V–VI secolo a.C.), taoismo tradizionalmente attribuito a Laozi e altre scuole filosofiche (scuole dei "cento pensatori").
- Iran: formulazioni del mazdeismo/zoroastrismo (Zarathustra) e riforme religiose che enfatizzano la distinzione tra bene e male e una visione etica della storia (datazione molto dibattuta).
- Mondo ebraico/Israele: epoca dei profeti maggiori e minori che sviluppano idee etiche, monoteiste e di responsabilità sociale (VIII–VI secolo a.C.).
- Grecia: fioritura della filosofia razionale (Presocratici, Socrate, Platone, Aristotele) e delle nuove forme di pensiero sull'etica, la politica e la metafisica (V–IV secolo a.C.).
Critiche e limiti del concetto
L'idea di un'unica "età assiale" che si manifesta simultaneamente e indipendentemente in luoghi così diversi è stata ampiamente dibattuta. Tra le principali obiezioni:
- Teleologia e progressismo: alcuni critici accusano Jaspers di leggere la storia con una prospettiva teleologica che vede queste trasformazioni come tappe obbligate verso la modernità.
- Generalizzazione e selezione: raggruppare correnti molto diverse sotto un unico termine può semplificare eccessivamente la complessità storica e culturale.
- Interconnessioni culturali: studi più recenti mostrano che scambi, commerci e contatti (diretti o indiretti) fra regioni erano più frequenti di quanto si pensasse, complicando l'idea di sviluppi totalmente autonomi.
- Problemi cronologici: molte tradizioni non sono databili con certezza e alcuni cambiamenti hanno radici più antiche o si protraggono oltre il periodo indicato.
Approfondimenti e sviluppi storiografici
Il concetto è stato ripreso e rielaborato da altri studiosi: ad esempio Shmuel Eisenstadt ha parlato di molteplici "transizioni assiali" e ha analizzato il ruolo delle nuove ideologie nella formazione di ordini sociopolitici. Altri ricercatori (storici, antropologi, storici delle religioni) hanno cercato di collegare l'ipotesi assiale a dati archeologici, testuali e alla storia delle reti di scambio, mostrando sia elementi di convergenza sia continuità con le fasi precedenti.
Rilevanza contemporanea
Nonostante le critiche, l'idea dell'età assiale resta utile come lente comparativa per comprendere come in periodi storici particolari si possano affermare nuovi modi di pensare capaci di avere lunga durata. Aiuta inoltre a mettere in relazione questioni etiche, religiose e filosofiche che continuano a influenzare il mondo moderno.
Conclusione
L'età assiale è dunque un concetto influente per la storia delle idee: evidenzia un periodo di trasformazioni intellettuali e spirituali che hanno modellato molte tradizioni culturali. Tuttavia, va usato con cautela, tenendo conto delle differenze regionali, delle incertezze cronologiche e delle complesse reti di contatto e continuità tra le società antiche.
Che cos'è
In Cina vivevano Confucio e Laozi, tutte le scuole di filosofia cinese sono nate, comprese quelle di Mo Ti, Chuang Tse, Lieh Tzu e una schiera di altri; l'India ha prodotto le Upanishad e Buddha e, come la Cina, ha percorso l'intera gamma di possibilità filosofiche fino al materialismo, allo scetticismo e al nichilismo; in Iran Zarathustra insegnò una visione impegnativa del mondo come una lotta tra il bene e il male; in Palestina i profeti fecero la loro apparizione da Elia attraverso Isaia e Geremia fino a Deutero-Isaia; la Grecia vide la comparsa di Omero, dei filosofi - Parmenide, Eraclito e Platone, - dei tragici, di Tucidide e Archimede. Tutto ciò che implica questi nomi si sviluppò durante questi pochi secoli quasi simultaneamente in Cina, in India e in Occidente.
- Karl Jaspers, Origine e scopo della storia, p. 2
Domande e risposte
D: Che cos'è l'Età assiale?
R: L'Età assiale è un termine utilizzato per descrivere la storia antica tra l'VIII e il III secolo a.C., che ha rappresentato un punto di svolta nella storia umana.
D: Chi ha coniato il termine Età assiale?
R: Il termine Età assiale è stato coniato dal filosofo tedesco Karl Jaspers.
D: Quali furono le principali regioni interessate dall'Età assiale?
R: Le principali regioni interessate dall'Età assiale furono l'Iran, l'India, la Cina e il mondo greco-romano.
D: Quali sono alcuni dei cambiamenti avvenuti durante l'Età assiale?
R: Durante l'Età assiale, emersero nuovi modi di pensare, nuove religioni e filosofie.
D: I popoli delle regioni interessate dall'Età assiale avevano contatti tra loro?
R: Si ritiene che le persone nelle regioni interessate dall'Età assiale non avessero contatti evidenti tra loro.
D: Cosa intende Karl Jaspers per punto di svolta nella storia umana?
R: Karl Jaspers intende che l'Età assiale è stata un momento significativo nella storia dell'umanità, quando si sono verificati cambiamenti importanti nel modo in cui le persone pensavano e si avvicinavano alla religione e alla filosofia.
D: Qual è il significato dell'Età assiale per la storia umana?
R: L'importanza dell'Età assiale per la storia umana è che ha segnato un periodo di significativo sviluppo intellettuale e spirituale in diverse regioni dell'Eurasia.
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AlegsaOnline.com Età assiale (Achsenzeit): definizione, VIII–III sec. a.C. e Jaspers Leandro Alegsa
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