I temporali sono sistemi atmosferici relativamente piccoli ma spesso molto intensi che producono raffiche di vento, pioggia intensa, fulmini e tuoni. Possono durare da pochi minuti a diverse ore e si manifestano in forme varie, dal singolo cumulo temporalesco alle complessissime celle temporalesche che generano grandine o tornado. In ogni momento si stima che nel mondo siano attivi migliaia di temporali contemporaneamente; a livello globale si osservano circa 100 fulmini al secondo che colpiscono il suolo.
Definizione e caratteristiche principali
- Dimensione: generalmente locali, con estensione orizzontale che va da pochi a decine di chilometri.
- Durata: varia da pochi minuti (temporali isolati) a diverse ore (linee di temporali o supercelle).
- Fenomeni associati: pioggia intensa, raffiche di vento, fulmini, tuoni, grandine e a volte tornado.
Condizioni necessarie per la formazione
Perché si sviluppi un temporale servono almeno tre ingredienti fondamentali:
- aria vicino alla superficie terrestre calda e umida;
- abbondante contenuto di liquidi o, più correttamente, di vapore acqueo nelle basse quote;
- un'atmosfera instabile, cioè con aria che continua a salire e raffreddarsi favorendo la condensazione.
Sviluppo di un temporale
- Fase di sviluppo: correnti ascendenti (updraft) sollevano aria calda e umida fino alla condensazione, formando cumuli congesti.
- Fase matura: coesistenza di correnti ascendenti e discendenti; pioggia intensa, vento e fulmini sono più frequenti.
- Fase di esaurimento: prevalgono le correnti discendenti (downdraft), la fonte di aria calda diminuisce e il temporale si indebolisce.
Tipologie principali
- Cellula singola: temporale isolato, spesso di breve durata.
- Multicella: gruppo di celle temporalesche in diverse fasi di sviluppo.
- Linea di temporali (squall line): sistema organizzato che può estendersi per centinaia di chilometri.
- Supercella: cella molto intensa con corrente ascensionale rotante; associata a grandine di grandi dimensioni e tornado.
Pericoli e impatti
- Fulmini: sono responsabili di incendi, danni a strutture e rischi per la vita; i fulmini rappresentano uno degli aspetti più pericolosi dei temporali.
- Pioggia intensa e alluvioni lampo: brevi ma intensi rovesci possono causare esondazioni e danni alle infrastrutture.
- Raffiche di vento e downburst: venti violenti, a volte localizzati, che possono causare crolli o cadute di alberi.
- Grandine: può danneggiare coltivazioni, veicoli e coperture edilizie.
- Tornado: in alcuni temporali organizzati possono formarsi vortici distruttivi ma localizzati.
- Neve temporalesca: quando il fenomeno avviene in condizioni invernali prende il nome di "thundersnow", con tuoni e fulmini accompagnati da nevicate intense.
Distribuzione spaziale e stagionalità
I temporali possono verificarsi in molte regioni del pianeta, ma risultano più frequenti dove si incontrano aria calda e umida con correnti più fredde in quota. Tendono a essere meno comuni in inverno nelle zone temperate, salvo eccezioni come i temporali nevosi citati sopra. A livello globale la frequenza varia notevolmente con la latitudine e la stagione.
Come proteggersi
- Cercare riparo in edifici chiusi o veicoli chiusi durante fulmini e grandine.
- Non rifugiarsi sotto alberi isolati nei temporali per il rischio di fulmini o cadute.
- Prestare attenzione alle allerte meteorologiche locali e ai bollettini dei servizi meteorologici.
- Allontanarsi da corsi d'acqua e aree soggette ad allagamento in caso di piogge intense.
Osservazioni finali
I temporali sono fenomeni naturali complessi: comprendere le condizioni che li generano e riconoscere i rischi associati aiuta a ridurne le conseguenze. Per informazioni aggiornate e allerte è consigliabile consultare i servizi meteorologici regionali.


