Rettile è il nome comune di uno dei principali gruppi di vertebrati terrestri. In biologia sistematica il termine viene usato con cautela, perché i rettili definiti in senso tradizionale sono parafiletici: i tassonomi moderni preferiscono termini più precisi (ad esempio Sauropsida) che includono anche gli uccelli come discendenti dei dinosauri.

Caratteristiche principali

Il nome "rettile" deriva dal latino e significa "colui che si insinua". Pur con grande variabilità tra i gruppi, i rettili odierni condividono alcune caratteristiche comuni:

  • Termoregolazione: sono in genere ectotermi ("a sangue freddo") e regolano la temperatura corporea con comportamenti (ad esempio il basking al sole).
  • Pelle: hanno la pelle ricoperta di scaglie o placche cornee di cheratina; molte specie perdono la pelle a strati (ecdysis).
  • Riproduzione: molte specie depongono uova cleidoiche a guscio (amnioti); tuttavia esistono anche specie vivipare o ovovivipare, dove le uova si schiudono internamente.
  • Escrezione: espellono prevalentemente acido urico (meno solubile in acqua rispetto all'urea), un adattamento che riduce la perdita di liquidi.
  • Apparato genito-urinario: possiedono una cloaca, cioè un'apertura comune per l'ano, il tratto urinario e i dotti riproduttivi.
  • Apparato circolatorio: la maggior parte ha un cuore a tre camere (due atri e un ventricolo parzialmente suddiviso), mentre i coccodrilli presentano una separazione più completa simile a quella dei mammiferi e degli uccelli.
  • Denti e cranio: molte specie hanno denti fuse alla mandibola in modo caratteristico (pleurodonti o acrodonti); l'architettura cranica (ad esempio i diapsidi) è importante per la classificazione evolutiva.

Classificazione ed evoluzione

Molti grandi gruppi di rettili preistorici sono oggi estinti, come i grandi arcosauri e i mossauri. I dinosauri in senso tradizionale sono estinti, ma i loro discendenti pennuti sono gli uccelli, che portano avanti molte caratteristiche dei dinosauri. Tra i rettili antichi che sono giunti fino a oggi si trovano le tartarughe, i coccodrilli e la Tuatara (Sphenodon), l'unico rappresentante sopravvissuto del suo clade.

Diversità e gruppi principali

La grande maggioranza dei rettili attuali appartiene agli squamata, cioè a serpenti e lucertole, ma il gruppo comprende anche:

  • Tartarughe (Testudines): corazzate da un carapace e adatte a habitat terrestri, d'acqua dolce o marini.
  • Coccodrilli (Crocodylia): grandi predatori semi-acquatici con anatomia del cuore più complessa.
  • Tuatara: un piccolo gruppo relitto della Nuova Zelanda con caratteristiche primitive.
  • Squamata: il gruppo più ricco di specie, con grande varietà di forme, dimensioni e modi di vita.

Nel complesso i rettili comprendono oltre 10.000 specie descritte (stime recenti parlano di circa 11.000 specie), distribuite in moltissimi ecosistemi del pianeta.

Adattamenti ecologici e comportamento

I rettili occupano habitat molto diversi: deserti, foreste, zone umide, mare aperto. Alcuni adattamenti notevoli:

  • Mobilità: arti ben sviluppati nelle lucertole e tartarughe, assenza o riduzione degli arti nei serpenti e in alcune lucertole.
  • Sensi: molti rettili possiedono un ottimo senso dell'olfatto (organo vomeronasale o di Jacobson), alcuni serpenti hanno fossette termosensitive per rilevare il calore delle prede; la vista è molto sviluppata in molte specie.
  • Alimentazione: varia da erbivoria a carnivoria specialistica; numerose strategie di caccia e difesa (veleno, morsi potenti, corazze protettive).

Conservazione

Molte specie di rettili sono minacciate da perdita di habitat, cambiamento climatico, inquinamento, commercio illegale di animali esotici e introduzione di specie aliene. La conservazione richiede monitoraggi, aree protette, regolamentazione del commercio e programmi di riproduzione in cattività per le specie più a rischio.

Lo studio dei rettili viventi si chiama erpetologia. I rettili hanno un ruolo chiave negli ecosistemi (controllo delle popolazioni di prede, ciclizzazione dei nutrienti) e un'importanza culturale e scientifica significativa, sia per comprendere l'evoluzione degli amnioti sia per la conservazione della biodiversità.