La preistoria indica l'insieme dei periodi della vita umana che precedono l'adozione sistematica della scrittura. Il termine deriva dal greco: προ (prima) e ιστορία (storia) ed è stato coniato in ambito europeo nel XIX secolo; in Francia Paul Tournal impiegò la parola Préhistorique per descrivere reperti rinvenuti in alcune grotte francesi come quelle menzionate da scavi nel territorio transalpino. L'uso del termine si diffonde poi in inglese grazie a autori come Daniel Wilson.

Cos'è e quando finisce la preistoria

Non esiste una data unica di passaggio dalla preistoria alla storia: in molte regioni la soglia viene situata intorno al periodo che precede il 3000 a.C., spesso associato alla fine del 12.000 a.C. e alla grande trasformazione del Neolitico, ma la data precisa dipende da quando una comunità inizia a conservare informazioni tramite la scrittura. In alcune aree come la Mesopotamia o l'Egitto antico la documentazione scritta appare molto presto, mentre in altre regioni questa transizione può avvenire molto più tardi, come avvenne in certe zone della Nuova Guinea.

Fonti e metodi di ricerca

Poiché non esistono documenti prodotti dalle società preistoriche, la ricostruzione di quei mondi si basa su indagini materiali condotte dall'archeologia. Gli studiosi analizzano reperti come attrezzi, resti ossei, strutture abitative e opere d'arte rupestre (disegni delle grotte) per formulare ipotesi su tecnologia, dieta, mobilità e organizzazione sociale. Le discipline coinvolte sono numerose e integrano dati da campi diversi:

Tra le tecniche di datazione più diffuse vi sono quelle radiometriche (ad esempio il radiocarbonio) e metodi stratigrafici che consentono di attribuire i reperti a orizzonti cronologici più affidabili.

Economia, tecnologia e vita quotidiana

Le società preistoriche attraversarono trasformazioni profonde: le comunità del Paleolitico erano principalmente cacciatori-raccoglitori organizzati in piccoli gruppi o tribù, con ripari naturali o costruzioni semplici come tende e rifugi realizzati con pelle e legno (tende). Gli strumenti erano spesso prodotti in materiali deperibili o in pietra: selci e lame lavorate (utensili in pietra) e minerali come la selce costituivano l'ossatura tecnologica di lungo periodo.

Fuoco, cottura e abbigliamento sono elementi ricorrenti: il fuoco veniva usato per cuocere cibi e riscaldarsi, le pelli animali fornivano protezione e, con lo sviluppo di tecniche tessili, comparvero fibre lavorate e tessitura, integrazione che si affiancò alle pratiche tradizionali come la lavorazione di pelli. La specializzazione dei compiti favorì la nascita della società e la divisione del lavoro, fenomeno che contribuì alla formazione graduale di strutture sociali più complesse e, in alcune aree, a civiltà stabili (civiltà).

Arte, simboli e passaggio alla storia

L'arte rupestre, le sepolture elaborate e gli oggetti simbolici mostrano che le popolazioni preistoriche possedevano credenze, pratiche rituali e codici comunicativi. Prima della scrittura comparvero sistemi grafici elementari come i pittogrammi, che rappresentano una fase intermedia verso la documentazione scritta. Con l'apparire di testi riconoscibili si inaugura l'epoca storica, che rende possibile conoscere nomi di sovrani (re e regine) e eventi concreti.

Il momento esatto in cui la preistoria termina varia: in aree come la Mesopotamia, la Cina e l'Antico Egitto la scrittura fu adottata molto presto; in alcune regioni insulari o remote, come la Nuova Guinea, la documentazione scritta arrivò assai più tardi, prolungando la fase definita come preistorica.

Studiare la preistoria significa ricostruire la lunga vicenda delle società umane anteriori ai documenti scritti: è una disciplina ricca di scoperte continue, che unisce dati materiali e metodi scientifici per comprendere come gli esseri umani si siano adattati, innovati e organizzati nel corso di decine di migliaia di anni.