L'echidna dal becco corto (Tachyglossus aculeatus) è l'unico membro del suo genere e una delle quattro specie viventi di echidna. Appartiene alla famiglia Tachyglossidae ed è uno dei pochi monotremi ancora esistenti, cioè mammiferi che depongono uova.

Descrizione

L'echidna dal becco corto, noto anche come formichiere spinoso, ha un aspetto unico: è coperto da una folta pelliccia sotto cui emergono numerosi aculei rigidi e appuntiti che fungono da protezione. Il muso allungato funziona come una sorta di becco sensoriale: è molto mobile, contiene recettori tattili (e in misura minore elettrorecettori) e termina con una lingua lunga, appiccicosa e molto rapida, adatta a catturare le sue prede. Gli esemplari maschi possono avere uno sperone posteriore simile a quello dell'ornitorinco, ma nel caso dell'echidna non è usato per inoculare veleni.

Dieta e alimentazione

Come indica il soprannome, l'echidna si nutre principalmente di formiche e termiti, ma integra la dieta con altri invertebrati come larve, piccoli insetti e occasionalmente lombrichi. Scava il terreno con le forti zampe anteriori e usa il suo muso sensibile per localizzare gli insetti nascosti. La lingua è estremamente efficace nel raccogliere prede in gallerie strette.

Riproduzione

Gli echidna sono ovipari. Dopo l'accoppiamento la femmina depone un'unica uova dalla consistenza morbida che viene incubata in una tasca temporanea sulla pancia (una sorta di "tasca" cutanea) per circa 10 giorni. Alla schiusa nasce un piccolo chiamato puggle, cieco e senza aculei inizialmente, che rimane nella tasca materna nutrendosi del latte secreto dalle ghiandole mammarie (le madri non hanno capezzoli, il latte fuoriesce sulla pelle). Dopo alcune settimane il puggle viene spostato in una tana e continua ad essere accudito fino a quando gli aculei non sono abbastanza sviluppati per la vita indipendente.

Comportamento e adattamenti

  • Soltanto o pochi esemplari insieme: gli echidna sono per lo più solitari.
  • Attività variabile: possono essere attivi di giorno o di notte a seconda del clima e della stagione; in zone fredde possono entrare in torpore o ridurre l'attività metabolica.
  • Difesa: quando si sente minacciato, il corpo si contrae e gli aculei formano una barriera protettiva; spesso si infila in una fessura o scavando rapidamente per nascondersi.
  • Termoregolazione: hanno una temperatura corporea relativamente bassa rispetto ad altri mammiferi e tollerano ampie variazioni ambientali.

Distribuzione e habitat

L'echidna vive in tutta l'Australia e nelle regioni costiere e montuose della Nuova Guinea sud-occidentale. In Australia è il mammifero nativo più diffuso, adattandosi a habitat molto vari: foreste, boscaglie, praterie, zone montuose e anche ambienti semi-aridi. Costruisce tane semplici sotto radici, massi o in buche scavate nel terreno e spesso utilizza rifugi già esistenti.

Conservazione e minacce

Globalmente l'echidna dal becco corto non è considerato in pericolo estremo e viene valutato come di minor preoccupazione (Least Concern) nelle liste internazionali, ma localmente la sua gamma e le popolazioni possono essere in declino a causa di pressioni umane. Tra le principali minacce si segnalano la perdita e la frammentazione dell'habitat, la mortalità per incidenti stradali, la caccia in alcune aree e la predazione da parte di specie introdotte come cani e volpi. Inoltre malattie e parassiti introducono ulteriori rischi; ad esempio in alcune regioni è stata osservata una forte mortalità a causa della rogna sarcoptica. I grandi incendi e i cambiamenti climatici possono peggiorare la situazione riducendo rifugi e risorse alimentari.

Curiosità

  • È tra i mammiferi più antichi nel senso evolutivo: i monotremi rappresentano una linea primitiva di mammiferi ancora esistente.
  • Non ha capezzoli: i piccoli si nutrono del latte che la madre secerne sulla pelle della sua pancia.
  • Può vivere a lungo: in cattività alcuni esemplari hanno superato i 50 anni; in natura la durata media è generalmente inferiore ma comunque notevole per un animale di piccole dimensioni.

Nonostante non sia minacciata di estinzione a livello globale, la conservazione dell'echidna richiede attenzione locale per mitigare le minacce umane e garantire la sopravvivenza delle popolazioni in aree più fragili.