I licheni sono una simbiosi stabile e complessa tra almeno due organismi molto diversi. La partnership coinvolge sempre un fungo (detto micobionte), che convive con uno o più partner capaci di compiere la fotosintesi. Il partner fotobionte può essere un'alga verde e/o un cianobatterio. p5,6,13
Le alghe o i batteri vivono all'interno del corpo fungino e scambiano nutrienti con esso: il fotobionte fornisce carboidrati prodotti per fotosintesi, mentre il fungo offre protezione, struttura e assorbimento di acqua e minerali. Il lichene risultante ha caratteristiche di forma, fisiologia e ecologia diverse da quelle dei singoli partner: è una forma di vita distinta e spesso facilmente riconoscibile. I botanici compresero la natura composita dei licheni solo nella seconda metà del XIX secolo (scoperte ora attribuite a ricerche come quelle di Schwendener), quando si mise fine all'idea che fossero semplici piante autonome.
Struttura e anatomia
Il corpo del lichene, chiamato tallo, può avere diverse componenti riconoscibili:
- Corteccia (quando presente): strato esterno protettivo del tallo.
- Strato fotobionte: una zona sottostante la corteccia dove risiedono le alghe o i cianobatteri, normalmente organizzati in microstrati.
- Medulla: una massa di ife fungine intrecciate al centro che funge da riserva e aiuta il trasporto di acqua e sostanze.
- Strutture di ancoraggio (es. rizine): permettono l'attacco alla superficie (rocce, corteccia, suolo).
Forme di crescita
I licheni si riconoscono anche per la forma del tallo; le principali categorie sono:
- Crostosi (crustose): aderenti in modo quasi indissolubile alla superficie, simili a una crosta.
- Fogliosi (foliose): con tallo a foglia, spesso con due facce distinguibili.
- Fruticosi (fruticose): a forma di piccoli rami o ciuffi eretti o pendenti.
- Squamosi: composti da piccole scaglie appiattite tra crostosi e fogliosi.
Fisiologia e adattamenti
I licheni sono estremamente resistenti a condizioni estreme: possono desiccarsi completamente e sospendere il metabolismo per lunghi periodi, per poi riprendere l'attività fotosintetica quando si reidratano. Se il fotobionte è un cianobatterio, il lichene può fissare azoto atmosferico, contribuendo all'arricchimento del suolo in habitat poveri.
Riproduzione
La riproduzione dei licheni avviene in modi differenti:
- Sessuale: tramite spore prodotte dal fungo; le spore disperse danno origine alla componente fungina e, per formare un nuovo lichene, devono incontrare un fotobionte compatibile.
- : tramite strutture che contengono sia ife che fotobionti (es. soredia, isidie) o per frammentazione del tallo; in questo modo si propagano insieme entrambi i partner e la formazione del lichene è immediata.
Ruolo ecologico e distribuzione
I licheni colonizzano una vastissima gamma di ambienti: rocce nude, cortecce, suoli, ambienti artici e montani, deserti e foreste tropicali. Agiscono spesso come specie pioniere nella formazione del suolo, contribuendo alla disgregazione delle rocce e al ciclo dei nutrienti. Sono inoltre fonte di cibo e rifugio per vari invertebrati e alcuni vertebrati.
Indicatori ambientali e usi umani
I licheni sono sensibili all'inquinamento atmosferico (in particolare allo zolfo e a certi ossidi di azoto) e per questo sono ampiamente usati come bioindicatori della qualità dell'aria. Alcune specie producono composti usati storicamente per tinture, medicinali tradizionali o profumeria; altri composti lichenici hanno proprietà antibatteriche o antiossidanti. Va comunque ricordato che non tutte le specie sono commestibili e alcune possono contenere sostanze tossiche.
Tassonomia e scoperte recenti
Il nome scientifico del lichene è determinato quasi sempre dal fungo simbiotico (micobionte): la maggior parte dei micobionti appartiene agli Ascomycota, ma esistono anche casi con Basidiomycota. Recentemente studi molecolari hanno rivelato che in molti licheni la comunità fungina può essere più complessa del previsto (ad esempio la presenza di lieviti basidiomiceti associati), ampliando la nozione classica di "due partner".
Breve nota storica
Per secoli i licheni furono considerati organismi singoli (piante); soltanto tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX si comprese la loro natura simbiotica grazie al lavoro di naturalisti come Schwendener e successivi studi microbiologici.
In sintesi, i licheni sono organismi compositi con ruoli ecologici e applicazioni pratiche importanti: la loro biologia illustra come la cooperazione tra specie diverse possa generare nuove forme di vita adattate a condizioni anche estreme.





